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Areonautica, il perito Nerini: "Dobbiamo fare chiarezza sulle Frecce Tricolori"

La prima scintilla è scaturita dal sottoscritto a ottobre quando dopo aver scritto all’Aeronautica Militare, dicendo che uno spettacolo a Marina di Pisa sarebbe il ritorno di un sogno dopo più di dieci anni, ricevo una telefonata dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica e successive istruzioni sul cosa fare.
Contatto l’Aeroclub Caldera competente per territorio e con i vertici della struttura incontriamo prima l’Assessore Serfogli, che al volo, da ampia disponibilità, poi il Vicesindaco Ghezzi nel suo ufficio dove si sono gettate le basi di un percorso lungo e difficile.

La difficoltà da superare erano i soldi per le fideiussioni le assicurazioni necessarie per un evento da compiersi appena fuori della stagione per “allungare l’estate”.

Ghezzi è riuscito a far quadrare la cosa e l’uscita del calendario il mese scorso con le Frecce Tricolori a Marina di Pisa l’11 di settembre, mi fatto esplodere dalla gioia e me migliaia di appassionati pisani.

Uscì anche un articolo del quale Ghezzi mi disse non essere particolarmente contento perchè c’erano ancora delle cose da mettere a posto… ma se sono queste…

Non è un problema di campanilismo Marina-Tirrenia, qualcuno dice “ma si vedono lo stesso”, ma non è la stessa cosa e pongo problemi tecnici, di logistica, di sicurezza, di turismo e anche di opportunità.

Intanto le motivazioni tecniche per il cambio di location, ad oggi sconosciuto anche all’Aeronautica Militare… non reggono: il fondale e le scogliere di Marina sono le stesse delle scorse edizioni.

Per la logistica accalcare 100mila persone oltre ai bagnanti abituali nella Piazza di Tirrenia centro dell’evento è, a mio avviso improponibile e pericoloso, l’uso della terrazza privata che di fatto assorbirà l’impatto e che ha dei problemi suoi già noti, è inapplicabile, i parcheggi scambiatori non ci sono come quelli realizzati a Marina anni fa e facilmente replicabili, negativo per la sicurezza quindi un concentramento nel centro del paese senza vie di fuga.

Altra cosa è il palcoscenico naturale del Lungomare di Marina di Pisa che svolgerebbe una funzione di diluizione delle presenze a meno che non si dichiari clamorosamente che le “spiagge di ghiaia “ sono pericolose…

L’accesso ai bagni, alle strutture ma soprattutto ai parcheggi degli stabilimenti balneari, non è libero ed uniforme, si contingenta così un flusso turistico, si creano categorie di persone, si manda un messaggio negativo e classista….si arriverà a far pagare un biglietto per andare a veder lo spettacolo sulla spiaggia?

Inopportuna infine la scelta di montare delle tribune sulla sabbia di alcuni stabilimenti di proprietà che può innescare fraintendimenti.

Mi sento un po’ preso in giro, mi sarebbe piaciuto essere minimamente coinvolto come primo ideate della cosa…non voglio dire che sembrano scelte dettate da altre logiche sottese…sentiremo altre motivazioni, resta il fatto che una grande amarezza prende il posto di una grande gioia.

Maurizio Nerini - Perito in Costruzioni Aeronautiche

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