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Riforme costituzionali, Stella (Fi): "Vogliono farle a colpi di maggioranza"

Marco Stella

"L'appuntamento referendario in programma ad ottobre costituisce un momento fondamentale del percorso politico di tutto il Paese, lo snodo di tutta la legislatura. Per decidere se approvare o respingere la riforma della Costituzione voluta dal Governo, bisogna essere informati, sapere di cosa si parla, ed è quello che abbiamo cercato di fare con questo convegno".

Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia), durante il convegno organizzato dal Gruppo di Forza Italia a Firenze in sala Auditorium su "La Carta Costituzionale: verso quale riforma?", a cui hanno preso parte anche il capogruppo della Lega Nord, Manuel Vescovi, i consiglieri regionali Massimo Baldi (Pd), Gabriele Bianchi (M5S) e Paolo Sarti (SI), il capogruppo di Forza Italia al Comune di Firenze Jacopo Cellai.

Tra i relatori anche Elisabetta Catelani e Riccardo Tagliaferri, rispettivamente presidente e membro del Collegio di garanzia statutaria della Regione Toscana, la vicecoordinatrice di FI Firenze, Mariagrazia Internò e Deborah Bergamini, responsabile nazionale Comunicazione di Forza Italia.

Stella ha osservato come "la Carta Repubblicana del 1948 è stata votata da praticamente tutto l'arco parlamentare, frutto di una mediazione alta tra tutte le parti politiche, mentre quella attuale è stata approvata a colpi di maggioranza. Personalmente - ha detto il vicepresidente dell'assemblea toscana - credo che si tratti di un vulnus, e che la riscrittura delle regole sarebbe dovuta avvenire insieme, con un accordo di ampio respiro".

Il consigliere regionale Baldi ha evidenziato invece come "il partito Democratico è stato ed è il motore propulsore di questa svolta riformista. Adesso però, la campagna per il sì dovrà aprirsi alle forze migliori della società e parlare a tutto l'elettorato. Non andiamo a votare, infatti, per una proposta politica di parte o di partito - ha sottolineato l'esponente Pd - ma per dire sì a un futuro migliore per l'Italia".

Gli interventi degli altri esponenti politici, tutti appartenenti a partiti o movimenti contrari alla riforma costituzionale (Lega Nord, Movimento 5 Stelle, SI, Forza Italia), si sono incentrati sugli aspetti critici della riforma: il "metodo non condiviso ma imposto a colpi di maggioranza", il "ritorno a un centralismo statalista che affossa le autonomie locali", la "mancanza di pesi e contrappesi tra i poteri dello Stato" e "la riduzione della capacità di scelta dei cittadini, che a fronte di un risparmio irrisorio si trovano un Senato non più elettivo, ma di nominati".

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