“Prendiamo atto delle dichiarazioni del Consigliere Regionale Giannarelli del M5S e dispiace constatare che con una polemica demagogica si tenti di oscurare quello che invece è per la Toscana un innovativo processo di riforma al servizio dei consorziati e dell’intera collettività.
Quello che riferisce il Consigliere avrebbe valore se fosse stato emesso il contributo per il 2016 mentre finora, seppur con tempistiche diverse, i consorzi toscani hanno emesso il tributo solo fino al 2015, in maniera del tutto legittima, dato che i nuovi piani di classifica previsti dalla normativa regionale sono applicabili solo dall’esercizio 2016.
Il piano di classifica è atto complesso nella sua elaborazione e redazione: non a caso i consorzi toscani, insieme alla UNIFI e alla Scuola Sant’Anna di Pisa, sono all’opera fin dal 2014 per redigere i nuovi piani di classifica. Questo per poter inviare, entro l’autunno 2016, il nuovo tributo basato sui nuovi piani di classifica ai consorziati toscani. Sarà un tributo nuovo, basato su regole più chiare, correlato in maniera più efficace al beneficio ricavato dall’attività dei consorzi. Dalla riforma di fine 2012 a oggi, i consorzi hanno comunque continuato sulla strada della semplificazione e della trasparenza. Le banche dati sono state omogenizzate, aggiornate e corrette; in molti casi sono state riviste le modalità di calcolo del tributo.
Come avviene ormai da anni i consorzi hanno gestito direttamente - senza passare da Equitalia - la fase volontaria della riscossione, con grandi vantaggi per i consorziati (costi minori e maggiore flessibilità per i tempi e modi di pagamento). Ancora una volta è necessario sottolineare che il tributo di bonifica finanzia la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e - in quota parte fino al 30% - interventi straordinari e nuove opere.
Noi continueremo a lavorare con serietà nel rispetto delle leggi e il nostro impegno è migliorare ancora nel rapporto con i consorziati. Ci preme sottolineare come la Regione e i consorzi di bonifica abbiano dato con la LRT 79/2012 vita ad un modello che oramai è denominato “modello Toscana” e portato ad esempio in tutta Italia per trasparenza efficacia e correttezza delle procedure. Ben venga quindi il pungolo dei consorziati e della politica; la nostra speranza è che si possa però finalmente avere un confronto sui fatti evitando esternazioni estemporanee che rischiano di fuorviare l’attenzione dei cittadini dal prezioso lavoro che i consorzi svolgono in tutta la regione”.
Fonte: ANBI Toscana
