Sono la Sicilia e la Campania a detenere il triste primato delle regioni italiane con la maggiore “povertà educativa”, cioè quelle in cui è più scarsa e inadeguata l’offerta di servizi e opportunità educative e formative che consentano ai minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni. Fanno da contraltare Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, le aree più “ricche” di offerta formativa ed extracurriculare per i minori. La Toscana si posiziona al sesto posto della classifica, che accorpa le regioni italiane in 8 fasce, ciascuna delle quali comprende un intervallo di 5 punti percentuali, a pari merito con altre 6 regioni. Anche se si attesta in una posizione intermedia, conserva comunque forti contraddizioni e criticità sia in materia di offerta formativa che di attività culturali e ricreative. Questo il ritratto a chiaroscuro di un’Italia lontana dai target europei, in cui le opportunità per bambini e adolescenti sono esigue sia a scuola che fuori, che emerge dal rapporto inedito di Save the Children Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo?, e il relativo indice di povertà educativa (IPE)[1], che misura il fenomeno nelle Regioni italiane, presentato oggi a Roma in occasione della Conferenza di rilancio della Campagna Illuminiamo il Futuro.
In Toscana, se da un lato il 22%% dei bambini tra gli 0 e i 2 anni riesce ad andare al nido o usufruisce di servizi integrativi, al di sopra della media nazionale (13%), dall’altro il tempo pieno (assente nel 54% delle primarie e addirittura nell’85% delle secondarie di primo grado, contro rispettivamente il 68 e l’80% a livello nazionale) presenta delle lacune molto serie. Anche l’offerta di mense scolastiche è carente, sebbene la situazione sia migliore rispetto alla media nazionale; il 34% degli alunni ne è totalmente sprovvisto, mentre in Italia è in media il 48% ad esserlo. Su questo tema è però necessario segnalare che sono molti i comuni che non garantiscono la continuità del servizio ai non abbienti e limitano le esenzioni o le riduzioni del costo ai soli residenti, colpendo le fasce più esposte della popolazione.
Situazione non positiva anche per quanto riguarda le strutture scolastiche: il grave ritardo dell’indagine sull’anagrafe scolastica non permette di avere un panorama dettagliato delle condizioni generali dei luoghi di apprendimento, ma secondo le indagini PISA-OCSE, ben il 75% degli studenti toscani frequenta scuole dotate di infrastrutture insufficienti a garantire l’approfondimento, maglia nera a livello nazionale.
Sebbene in linea con la media nazionale, non sono rosei i risultati ottenuti dai ragazzi. Il 21% dei quindicenni toscani, infatti, non raggiunge la soglia minima di competenze in lettura e il 22% in matematica (a livello nazionale ci si assesta rispettivamente al 20 e 25%), con un tasso di dispersione scolastica al 14%[2], in linea con una media italiana del 15%. Quest’ultimo dato, sebbene sia lievemente migliorata negli ultimi anni, è ancora molto lontano dalla soglia massima del 10% fissata dall’Unione Europea nel 2020 e al 5% per il 2030.
Sempre in linea con la media nazionale anche il dato rappresentato dalla Scuola 2.0: il 29% delle aule in Toscana non è ancora dotato di connessione internet veloce (28% il dato italiano).
L’analisi di Save the Children, l’organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e promuoverne i diritti, conferma la stretta correlazione tra povertà materiale e povertà educativa: è proprio nelle regioni ai primi posti nella classifica di Save the Children sulla povertà educativa che si registrano i tassi di povertà più elevati d’Italia. In Italia sono 1.045.000 i bambini che vivono in povertà assoluta e si concentrano in particolare in regioni del Sud. Così come, sono poco meno di due milioni i minori che vivono in povertà relativa (il 19%), più di un terzo al Sud.
Dal rapporto di Save the Children emerge, inoltre, una connessione molto forte anche tra povertà educativa e i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero quei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non frequentano percorsi di istruzione e formazione. Come in un circolo vizioso, infatti, i bambini e gli adolescenti che nascono in zone dove maggiore è l’incidenza della povertà economica e che offrono minori opportunità di apprendimento a scuola e nella comunità educante, rischiano di essere esclusi da giovani adulti, perpetuando questa condizione per le generazioni successive.
“I bambini che vivono in condizioni di forte deprivazione economica sono i più esposti alla povertà educativa, che li colpisce spesso già nei primi anni di vita, determinando un ritardo nell’apprendimento e nella crescita personale ed emotiva, che difficilmente potrà essere colmato crescendo”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “Coloro che nascono in condizioni di svantaggio e ai quali vengono negate le opportunità di apprendere, saranno gli esclusi di domani. Un Paese, una regione che non garantisce diritti, doveri e opportunità uguali per tutti, soffocando sul nascere le aspirazioni e i talenti dei nostri figli, non è solo un paese ingiusto, ma un paese senza futuro”.
Per contrastare la povertà educativa, nel maggio 2014 Save the Children ha lanciato la campagna Illuminiamo il Futuro, per sensibilizzare le istituzioni e contrastare il fenomeno. “Da quando per la prima volta in Italia, grazie a Save the Children, si è introdotto il concetto di povertà educativa, sono stati fatti importanti passi avanti, primo fra tutti la creazione del Fondo per il contrasto alla povertà educativa istituito in via sperimentare con l’ultima legge di Stabilità”, continua Valerio Neri. “Per far sì che tutti i bambini, anche quelli toscani, possano apprendere, sviluppare talenti e aspirazioni, che possano aver accesso ad un’offerta educativa di qualità e che si possa eliminare la povertà minorile – i tre obiettivi che la campagna Illuminiamo il Futuro promossa dalla nostra organizzazione si è proposta di perseguire entro il 2030 - è necessario creare delle vere e proprie comunità educanti. Per questo abbiamo voluto dare vita ad un movimento più ampio di associazioni, enti, persone, che si vogliono impegnare insieme a noi per dare una spinta in più nel contrasto alla povertà educativa”.
La campagna si arricchisce quest’anno di una nuova iniziativa “7 giorni per il futuro”, una maratona di 400 eventi in tutta Italia, ed anche in Toscana, promossi complessivamente da 250 enti e associazioni, dedicati ai bambini e alle famiglie per informare e sensibilizzare sull’importanza dell’educazione e della formazione scolastica ed extrascolastica per la crescita dei più piccoli.
“Sebbene la Toscana si posizioni sull’asse mediano per gran parte degli indicatori del nostro Indice di Povertà Educativa, vi sono degli elementi che fanno alzare le antenne sulla situazione dei bambini toscani, primo tra tutti il fatto che 3 ragazzi su 4 frequentano scuole con infrastrutture inadeguate all’apprendimento (75%) o il fatto che oltre la metà di loro non può permettersi di partecipare ad attività culturali o ricreative ” spiega Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. “La carenza del tempo pieno nella regione inoltre causa problemi annosi alle famiglie, soprattutto alle più indigenti o che vivono in contesti disagiati. È su questi ragazzi che occorre intervenire per consentire loro una crescita educativa completa”.
L’importanza delle attività extracurricolari
Oltre al percorso scolastico, infatti, uno degli elementi fondamentali per contrastare la povertà educativa, è determinato dal contesto educativo: la partecipazione ad attività extracurriculari come andare a teatro, concerti, musei, siti archeologici o monumenti, o svolgere attività sportive, leggere libri o utilizzare internet, sono fondamentali indicatori dell’opportunità o della privazione educativa. In Toscana, più della metà di bambini e ragazzi (56%) nell’ultimo anno non ha svolto almeno 4 o più attività tra queste sette, considerate importanti[3].
L’intervento programmatico di Save the Children per raggiungere i bambini più vulnerabili
Dall’inizio della campagna, Save the Children ha attivato in tutto il territorio nazionale 16 Punti Luce, in 9 regioni: Catania, Palermo, Bari, Brindisi, Gioiosa Ionica, Scalea, Napoli (3 Punti Luce), Roma (2 Punti Luce), Genova, Torino, Milano (2 Punti Luce), Sassari. In occasione del rilancio della campagna, verranno inaugurati altri due Punti Luce, a L’Aquila e Potenza. I Punti Luce spazi ad alta densità educativa che sorgono in quartieri svantaggiati delle città, all’interno dei quali i bambini tra i 6 e i 16 anni e le loro famiglie usufruiscono di diverse attività gratuite, tra cui sostegno allo studio, laboratori artistici e musicali, gioco e attività motorie, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, educazione alla genitorialità, consulenze pedagogiche, pediatriche e legali. I Punti Luce hanno finora accolto complessivamente circa 5500 minori. Nel solo 2015 sono stati più di 4800 i bambini e ragazzi ad essere stati coinvolti nelle attività, di cui quasi 3100 sono iscritti e frequentano regolarmente i centri. Sono inoltre state assegnate 500 doti educative, piani formativi personalizzati per bambini in condizioni accertate di povertà, che prevedono anche un contributo economico per l’acquisto, ad esempio, di libri e materiale scolastico, l’iscrizione a un corso di musica o sportivo, la partecipazione ad un campo estivo o altre attività educative individuate sulla base anche delle inclinazioni e talenti del singolo bambino.
La Campagna “Illuminiamo il futuro 2016” e i “7 Giorni per il Futuro” in Italia e in Toscana
La campagna ripartirà il 9 maggio, con un evento di lancio a Roma in cui verrà diffuso il nuovo Indice della Povertà educativa.
Dal 9 al 15 maggio, il Segretariato Sociale della Rai dedicherà alla campagna Illuminiamo il Futuro degli spazi per la sensibilizzazione e l’informazione sul tema della povertà educativa. La Rai ha inoltre voluto ulteriormente supportare la campagna attraverso una media partnership con la TGR – Testata Giornalistica Regionale, per dare rilievo al lavoro sul territorio di Save the Children e agli appuntamenti dell’iniziativa “7 giorni per l’infanzia”.
L’idea creativa dello spot della campagna “Illuminiamo il futuro 2016”, che mette al centro l’importanza di offrire opportunità educative ai proprio figli per dare loro gli strumenti per realizzarsi pienamente, è dell’agenzia Publicis.
Tra i media partner anche Boing (canale 40 del DTT), RTL e Vita.
Hanno prestato la loro immagine a supporto della campagna Illuminiamo il Futuro, per il video e gli scatti realizzati dal noto fotografo Fabio Lovino: Cesare Bocci, Irene Ferri, Anna Foglietta, Vinicio Marchioni, Maya Sansa e Andrea Sartoretti.
Gli eventi
Numerose le realtà in Toscana che hanno aderito alla campagna Illuminiamo il Futuro di Save the Children, anche attraverso una serie di iniziative ed eventi in tutta Italia, volti a contrastare la povertà educativa e che rientrano nel calendario dell’iniziativa “7 giorni per il futuro”: Associazione "OraMamma”, Protezione civile e sicurezza dei cittadini Livorno, Associazione Arcobaleno onlus Pistoia, Comitato Regionale Toscana Karate, Associazione Per Crescere Insieme Onlus, Csd - Dvf Diaconia valdese fiorentina, Maggio Musicale.
Ciascun giorno di questa settimana sarà dedicato ad un tema, a partire dal lunedì, dedicato alla scuola, per seguire poi con i temi ambiente e spazi, arte e cultura, lettura da 0 a 6 anni, musica, sport e sani stili di vita, concludendo la domenica con quello della partecipazione attiva dei ragazzi e delle famiglie.
Tra gli eventi in Toscana ricordiamo che l'Associazione Arcobaleno organizzerà la “Settimana di contrasto alla povertà educativa” per trasmettere ai partecipanti il messaggio che nessun bambino in Italia dovrebbe essere privato dell'opportunità di mangiare adeguatamente, di andare a scuola con tutti i libri di testo richiesti o i quaderni e l'astuccio, di leggere un libro o giocare in uno spazio sicuro, ed il “Laboratorio di biciclette per bambini”, un laboratorio per imparare le basi della ciclo-meccanica; “Radio out” di Csd - Dvf Diaconia valdese fiorentina, per far sperimentare agli ospiti un mezzo di comunicazione straordinario: la radio.
Per il consultare il calendario degli eventi dell’iniziativa “7 giorni per il futuro”, clicca qui.
I partner strategici
Molte le associazioni hanno deciso di partecipare attivamente alla campagna 2016: ACP- Associazione Culturale Pediatri, AIB - Associazione Italiana Biblioteche, Biblioteche di Roma, ANPE-Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani, Cittadinanzattiva, CNOAS – Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Consiglio Nazionale degli Psicologi, Crescere al Sud, CSB onlus Centro Salute per il Bambino (Nati per Leggere, Nati per la Musica), CSI-Centro Sportivo Italiano, Legambiente, Lega Navale Italiana, MAXXI, Human Rights Nights, Polo Museale Atac, Rete degli spettatori, SIOI – Società italiana Odontoiatria Infantile, SIP-Società Italiana Pediatria, Sistema delle Orchestre Giovanili e Cori infantili, UISP-Unione Italiana Sport Per tutti.
I partner di progetto:
A fianco di Save the Children nell’implementazione delle attività di contrasto alla povertà educativa e dei Punti Luce: CSI Comitato provinciale Catania; UISP Comitato territoriale l’Aquila; Associazione App Start; cooperativa sociale Il Tappeto di Iqbal; l’Associazione Terra e Libertà; UISP Comitato regionale Campania; Associazione Pianoterra; Associazione di promozione sociale Coordinamento Genitori Democratici Napoli; Cooperativa Santi Pietro e Paolo; Associazione Antropos; UISP Comitato provinciale Genova; Cooperativa sociale Comunità del Giambellino; ACLI Milano; Vides Main; UISP Comitato provinciale Sassari.
Le aziende partner
Al fianco di Save the Children nella Campagna molte aziende tra le quali si distinguono Credem, Ikea, Oviesse, Mondelez, Tod’s, Treccani, UBI Banca. Sostengono inoltre Illuminiamo il futuro anche Enegan, Fastweb, Italfondiario, Reckitt Benckiser Italia, Moncler, Terna, Wind.
Fonte: Save the Children onlus
