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È tutta colpa mia!

Ad ognuno di noi capita di sentirsi in colpa, qualche volta per un valido motivo, altre volte senza aver effettivamente arrecato danno a qualcuno; come tutte le emozioni anche il senso di colpa non è negativo di per sé, ci aiuta a stare in relazione con gli altri, a vivere in società, a mettersi in discussione, a frenare certi istinti e a riparare ai torti fatti, ma se diventa pervasivo e si trasforma in autolesionismo, allora le cose cambiano.

Cos’è il senso di colpa?

Le emozioni sono fenomeni complessi che mixano diversi aspetti, non solo vissuti soggettivi ma anche valutazioni cognitive, reazioni somatiche e scopi che guidano l’azione. Il senso di colpa deriva dalla convinzione di aver fatto del male a qualcun’altro o commesso qualcosa di sbagliato, è legata all’empatia per le sofferenze degli altri, ma anche alla paura di una punizione interiorizzata da parte delle figure significative, quando il senso di colpa non è legato ad uno sbaglio reale, infatti, dipende dal giudizio che noi stessi ci diamo.

Le origini

Spesso il senso di colpa viene appreso nell’infanzia, quando abbiamo ricevuto il messaggio che, comportandoci in un certo modo o dicendo qualcosa, saremmo stati “cattivi” e, tanto più il messaggio arriva da un adulto al quale siamo particolarmente legati, magari un genitore, tanto più temiamo di deluderlo e ci sentiamo in colpa per quello che abbiamo fatto. Semplici frasi che ricordano al bambino di aver fatto vergognare il genitore davanti ad amici e conoscenti, o di non essere stati all’altezza delle sue aspettative, possono andare a fissare quel sentimento di colpa nella sua sfera emotiva. Il bambino imparerà quindi, in modo automatico, a sentirsi responsabile del dolore o della rabbia dell’adulto, e altrettanto automaticamente crederà di potersi meritare l’affetto e l’accettazione degli altri solo facendo le cose nel “modo giusto”, da qui alle manie di perfezionismo e controllo il passo è breve.

In età adulta, il senso di colpa viene poi mantenuto da quelle frasi che abbiamo interiorizzato e fatto nostre da bambini e che fungono da interruttore innescando la colpa, anche in contesti diversi da quelli vissuti nell’infanzia. Va da sé che la colpa è un'emozione sociale complessa e legata ad un’altra emozione importante che è la vergogna.

La colpa è legata ad eventi passati, riportandoli nel presente, ed è mantenuta dalla ruminazione, un processo cognitivo in base al quale ci chiediamo continuamente a come avremmo potuto gestire diversamente le circostanze, ma non è solo uno sguardo verso il passato, è anche una paura del futuro che immobilizza il presente e può portare all’incapacità di adoperare delle scelte.

Il senso di colpa può alla lunga determinare insicurezza, indecisione, e paure di diverso tipo, una bassa autostima e un costante bisogno di essere considerati e amati.

Liberarsi dal senso di colpa

Per ovviare al senso di colpa il primo passo è soffermarsi ad ascoltarla, permettendole di presentarsi a noi, di esprimersi, è importante capire a cosa è legata, quali sono i pensieri e i nostri giudizi che la elìcitano .

Una volta riconosciuti questi pensieri è importante provare ad assumere un atteggiamento non giudicante verso noi stessi, “perdonarci” perché la nostra immagine reale si discosta da quella idealizzata e magari non rispecchia le aspettative di qualcun’altro. Punirsi, infatti, non è utile per il futuro, poiché ci fa stare in una modalità passiva e spesso ci fa ricadere negli stessi errori.

Accettiamo il senso di colpa, chiediamo scusa se abbiamo effettivamente danneggiato un’altra persona e lasciamo correre se non siamo perfetti.

Farlo ovviamente non è facile, significa mettersi in discussione, ammettere di non essere realizzati e che non siamo in grado di controllare tutto. Andare a sciogliere determinati nodi creerà dolore ma permetterà anche di elaborarlo e di liberarsi, poi, da un pesante fardello.

Nel caso in cui vogliate suggerirci un argomento da affrontare o esporci una vostra problematica o preoccupazione, scriveteci a studiopsicologicoilcammino@gmail.com e noi vi risponderemo, o pubblicando la lettera in forma anonima o affrontando la tematica da voi richiesta.

Elena Nencini

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