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Sinistra Italiana aderisce allo sciopero nazionale del pubblico impiego

foto di archivio

Nei giorni nei quali, con scarsissima eco, è stato reso noto che Sergio Marchionne, con 54.533.000€ l’anno, guadagna quanto oltre tremila dei suoi dipendenti, e che i primi 91 manager italiani, con 389.000.000€ l’anno, guadagnano quanto oltre 21.000 dei propri “sottoposti”, il nostro paese non rinnova il contratto del Pubblico Impiego da 6 anni e, con il blocco del turn-over, impoverisce sempre di più il settore pubblico.

Questi due fatti sembrano essere scollegati fra loro ma in realtà fotografano la conseguenza di una scelta politica e strategica che da anni hanno imboccato i nostri governi, a prescindere dalle maggioranze che li sostenevano o da chi li guidasse: disinvestire dal settore pubblico, riducendone il personale ed i finanziamenti, rinunciare a qualsiasi politica economica, industriale o sociale che ponesse al centro l’intervento pubblico, affidando al mercato, e ad i suoi paladini, il compito di guidare l’economia italiana confidando nelle sue capacità di autoregolamentazione.
La realtà è sotto gli occhi di tutti: disuguaglianze e sofferenza sociale sono aumentati.

Ecco perché lo sciopero regionale del Pubblico Impiego, contro il blocco del turn-over, per il rinnovo del contratto, per garantire servizi di alta qualità, promosso da CGIL, CISL e UIL per domani in Toscana, va oltre la condivisibile piattaforma sindacale, ed assume, a nostro avviso, un grande valore politico e sociale: la pubblica amministrazione, e l’intervento pubblico nelle scelte economiche ed industriali, non sono costi da ridurre, ma uno dei volani principali per uscire dalla crisi e rilanciare l’occupazione.

Per tutte queste ragioni Sinistra Italiana della Toscana aderisce con convinzione allo sciopero ed alle rivendicazioni sulle quali è stato indetto.

Fonte: Sinistra Italiana - Ufficio Stampa

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