gonews.it

GoBlog  - Giovanni Mennillo


Fausto Fabbri a Glasgow per un Master in 'Sound Designer' e la chitarra sulle spalle

Una vita a tempo di musica. Il 'Toscano in giro' di questa settimana è infatti un chitarrista, nome d'arte 'Cozy Blake'. Stiamo parlando di Fausto Fabbri, 24 anni, di Montelupo, da circa un anno a Glasgow per seguire un Master in Sound Designer, ma soprattutto per realizzare il suo sogno: suonare e vivere di musica.

Che riesca a 'sfondare' nel mondo del Rock o porti a compimento il suo percorso di studio delle applicazioni del suono in ambito cinematografico e televisivo,  Fausto ha scelto di mettere la musica al centro della propria vita.

Sulle orme del padre Fabio, anch'egli musicista, Fausto è cresciuto tra amplificatori e chitarre, tra Jimi Hendrix e i Rory Gallagher. Per anni ha suonato nei locali della Toscana producendo anche numerosi pezzi propri, in una rielaborazione tutta personale che muove dal Rock più 'classico' al Brit-pop, fino all'Indie.

L'Italia, però, sembra gli andasse un po' stretta. Buona lettura.

 

Nome e Cognome: Fausto Fabbri

Anni: 24

Cresciuto a: Firenze

Studi: Liceo Scientifico il Pontormo, Laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Firenze

Residenza e professione: Glasgow (Scozia). Musicista, Sound Designer

Lavoro in Italia: Studente, Musicista

Prima esperienza all'estero: Ho studiato per un anno a Londra tramite il progetto Erasmus

Perché ha deciso di andare all’estero? Per acquisire competenze tecniche che raramente sono insegnate in Italia a livello accademico. Frequento infatti un master in Sound For the Moving Image (tradotto: colonne sonore per immagini,film ecc) presso la Scuola d’Arte di Glasgow. Qui, oltre alle principali tecniche di videomaking, sto studiando approfonditamente le applicazioni del suono in ambito visivo (Cinema,TV) da un punto di vista teorico e pratico, il tutto in una città culturalmente molto attiva e dinamica. Questo mi permette anche di portare avanti il mio progetto come cantante e chitarrista solista, sotto il nome Cozy Blake, in un ambiente senza dubbio più congeniale al tipo di musica che propongo, poiché cantata in lingua inglese e di chiara derivazione anglosassone.

Quali sono le principali differenze fra il mondo del lavoro italiano e quello estero? Innanzitutto generalmente qui ci sono posti di lavoro e la possibilità di avere uno stipendio dignitoso. La musica e le professioni ad essa collegate sono viste, appunto, come professioni e non come passatempi: naturalmente è d’obbligo darsi da fare, la concorrenza è alta ma allo stesso tempo molto più sana. In Italia, inutile nascondersi, vige un sistema clientelare che purtroppo talvolta risulta disarmante perché coinvolge tutte le sfere lavorative, dal piccolo locale alla grande azienda. Per fare un esempio, ho suonato nel più importante club di Glasgow semplicemente mandando una mail con il mio materiale, da perfetto sconosciuto. Credo che questo renda bene l’idea delle sostanziali differenze tra i due paesi.

La vita e il lavoro all'estero sono diversi dall'idea che ti eri fatta prima di partire? Essenzialmente mi aspettavo questo. Ho provato una sensazione che avevo già sperimentato durante la mia permanenza in Inghilterra: un atteggiamento diverso nei confronti del futuro, voglia di cambiare le cose, di sperimentare, con una libertà e tranquillità (perché no, anche economica) che probabilmente noi abbiamo perso. Uno degli aspetti che mi tocca particolarmente è l’innata sensibilità verso la musica propria di questa popolo. Qui le persone si fermano ad ascoltare e provano a capire: non é ammessa l’insufficienza. In Italia purtroppo non è così: abbiamo, per esempio, una grande tradizione culinaria ma scarsa cultura musicale.

Cosa ti manca dell’Italia? Scontatissimo: cibo, clima, famiglia, amici, i paesaggi, le città d’arte.

Torneresti a lavorare in Italia? Dipende dalle condizioni. Sinceramente la situazione culturale e lavorativa nel nostro paese non è delle migliori e i segnali non sono incoraggianti, soprattutto nel mio ambito di competenza. Banalmente, per esempio, già il fatto di cantare in inglese mi spinge naturalmente su altri lidi. Il mio sogno sarebbe quello di avere come base di partenza l’Italia e poter viaggiare tramite il mio lavoro.

Hai qualche aneddoto sulla permanenza all’estero? Ce ne sarebbero tantissimi da raccontare . Potrei dire semplicemente che lo scozzese è un dialetto vero e proprio il quale, parlato dagli autoctoni, risulta incomprensibile anche per altri anglofoni e poi l’haggis, il piatto tipico scozzese, non è così malaccio come si pensa.

Se vuoi aggiungere qualcosa di te...Vorrei sfatare il mito di un mondo anglosassone come il paese dei balocchi: anche loro hanno le loro lacune che non starò qui ad elencare. Inoltre non è sempre facile inserirsi, soprattutto nei primi mesi. Tuttavia con umiltà, idee e voglia di fare credo che questo sia il giusto ambiente dove potersi arricchire personalmente e professionalmente. Devo dire che in sette mesi ho realizzato progetti (colonne sonore, cortometraggi, documentari ed un video musicale) che, soltanto la scorsa estate, non avrei neanche immaginato di poter fare. Parallelamente ho suonato in tanti locali diversi facendo tanta esperienze ed entrando in contatto con moltissime persone. Proprio la scorsa settimana ho aperto il mio nuovo sito internet a cui, se vi va, potete dare un’occhiata.

http://cozyblake.wix.com/cb-official

 

Exit mobile version