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Da babysitter a matematica: la vita a Amburgo dell'empolese Sibilla Mazza

La 'toscana in giro' di questa settimana è Sibilla Mazza, che vive in Germania ad Amburgo e ha una storia particolare: Sibilla infatti è andata in terra teutonica senza sapere una parola di tedesco, ha iniziato come babysitter e adesso frequenta con successo la facoltà di Matematica ad Amburgo. Cresciuta a Empoli, Sibilla si è ambientata al cento per cento in Germania dopo le prime difficoltà e ora non ne vuole sapere di tornare in Italia visto che ama la sua terra d'adozione, anche se il clima...

Ma adesso largo all'intervista.

Nome e cognome: Sibilla Mazza
Anni: 22
Cresciuta a: Empoli
Studi: liceo scientifico “Il Pontormo” di Empoli, al momento studentessa di matematica all'università di Amburgo

Residenza e professione: Amburgo, studentessa

Prima esperienza all'estero: ragazza alla pari (aupair) ad Amburgo

Perché hai deciso di andare all'estero?

Dopo essermi diplomata al liceo non avevo le idee chiare su quello che avrei voluto fare in futuro, non sapevo se iscrivermi all'università o se cercare un lavoro, e avevo bisogno di staccare per riflettere su ciò che avrei voluto fare. Così ho deciso di partire per sei mesi come ragazza alla pari in Germania. Mi piacciono i bambini e avevo già lavorato come volontaria ad Empoli in un centro estivo. La mia famiglia ospitante aveva tre gemelli di 15 mesi e nei sei mesi come aupair ho principalmente lavorato come babysitter oltre a dare una mano nelle faccende di casa. Dopo circa 5 mesi in cui mi sono trovata benissimo sia con la famiglia che con le persone che ho conosciuto a Amburgo, ho deciso di rimanere e di fare l'università qui. Al momento condivido un appartamento con due studenti tedeschi e sono al quarto semestre di università.

Quali sono le principali differenze fra il mondo del lavoro italiano e quello estero?

Sul mondo del lavoro non posso dire niente, visto che ancora non lavoro, ma posso un po' raccontare come è studiare in Germania. Prima di tutto l'università costa meno che in Italia. Uno studente insieme alla tessera universitaria riceve anche un abbonamento valido per tutto il semestre per i mezzi pubblici (autobus, metropolitana, alcuni treni e traghetti) e ha molti sconti per musei e teatri, quindi le tasse universitarie vengono ampiamente ripagate dalle agevolazioni (un abbonamento semestrale costerebbe già più delle tasse). Ci sono anche altre agevolazioni, per esempio il prestito d'onore ( lo stato dà un supporto economico agli studenti che ne hanno bisogno e una volta finita l'università e trovato un lavoro la somma prestata viene resa) . Anche chi ha bambini piccoli è agevolato nello studio, con la possibilità di frequentare corsi part-time o di portare i bambini piccoli all'asilo universitario.

La vita e il lavoro all'estero sono diversi dall'idea che ti eri fatta prima di partire?

Sinceramente non mi ero fatta un'idea prima di partire, poiché non pensavo di rimanere in Germania così a lungo e di studiare qua. È stato però bello scoprire che Amburgo è una città multietnica e aperta e che i tedeschi non sono per niente persone fredde, anzi…Ho trovato molti amici e anche integrarsi all'università è stato facilissimo.

Cosa ti manca dell'Italia?

Sicuramente il sole! Il clima di Amburgo non è dei migliori…

Torneresti a lavorare in Italia?

No, a Amburgo mi sono integrata benissimo e la mia vita qua mi piace molto di più di quella che facevo a Empoli.

Hai qualche aneddoto sulla permanenza all'estero?

Nei primi mesi ho fatto molti corsi di tedesco (quando sono arrivata non sapevo una parola) e ho conosciuto molte persone di nazionalità e culture diverse. Per esempio ho conosciuto una ragazza russa, con cui sono ancora molto amica, che lavora in un'organizzazione di volontariato e mi ha invitata due anni fa in Russia a lavorare con lei in un centro estivo a 600 km a est di Mosca. È stata anche un'opportunità per visitare qualche giorno Mosca. È stata una bellissima esperienza lavorare in un paese così lontano e riuscire a instaurare un bel rapporto con i bambini nonostante la difficoltà della lingua, conservo ancora i disegni che mi hanno regalato i bambini prima che tornassi in Germania.

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