Un 25 Aprile all'insegna dell'unione. È quello del 2016 che Limite e Capria, Vinci, Montelupo Fiorentino e Cerreto Guidi festeggiano insieme per una festa della Liberazione unica e sparsa per tutto il territorio. E l'Unione è proprio il progetto ambizioso e insieme lo scopo per creare una Liberazione unificata, che coinvolga tutti e undici i comuni dell'Empolese-Valdelsa, come ha affermato il sindaco di Montelupo, Paolo Masetti: "L'intento è quello di costruire una rete della memoria e delle Resistenza, che abbatta il campanilismo e i confini comunali sul tema della Liberazione e della storia dei partigiani".
Quello del 2016 è un calendario unificato tra i quattro comuni, che ognuno nel proprio territorio onorerà i Caduti per la Libertà nel corso di tutta la mattinata di lunedì 25 aprile, a partire dal Monumento ai Caduti di Limite (alle 9.30) per spostarsi poi alla lapide di Villa Reghini a Sovigliana (10.30), alla lapide in ricordo dell'eccidio del Padule a Stabbia (piazza XXIII Agosto, ore 11.30) per poi andare a Vinci alle 15.30 fino al cippo di Tribbio di Rio.
La condivisione del 25 Aprile vedrà lo sforzo dei quattro comuni premiato alla Fornace Pasquinucci, a Capraia Fiorentina, dove già fin da ieri, 20 aprile, è possibile assistere alla mostra "Nome di battaglia", la rassegna fotografica (ma ci sono anche vari contributi video) sulle storie dei partigiani, ognuno con il proprio nome di battaglia, appunto, usato durante la lotta contro il regime fascista.
Alle 19.30 di lunedì 25 aprile, infine, al circolo Acsi di Stabbia verrà presentato "Ribelli" (ed. Infinito), il libro dove Domenico Guarino e Chiara Brilli raccontano le testimonianze dei partigiani sulla loro storia, le loro lotte, le loro vite di giovanissimi.
"Lo scopo è raccontare ai giovani di oggi com'era la vita dei loro coetanei che hanno scelto la lotta partigiana" afferma il sindaco di Cerreto Guidi, Simona Rossetti. Il tutto con l'apporto fondamentale delle associazioni di partigiani (Aned, Anpi e Anppia di Vinci ed Empoli daranno il loro contributo per quello che riguarda l'organizzazione e la diffusione della cultura della Resistenza).
"La collaborazione fra comuni e associazioni partigiane ha anche lo scopo di raccontare la lotta partigiana a quei ragazzi che non hanno nonni italiani - dice Andrea Bardini, presidente della sezione Aned empolese - La multiculturalità del nostro territorio ci impone di tramandare la storia della Resistenza anche a quei ragazzi che per forza di cose non possono usufruire dei racconti dei loro nonni, semplicemente perché non hanno vissuto o non gli è stato raccontato cosa è stata la lotta partigiana".
Christian Santini
