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Incidente agli impianti Ecomar Italia a Vada, interviene l'ARPAT

I tecnici del Dipartimento di Livorno sono intervenuti in emergenza lunedì 11 aprile 2016, su attivazione della sala operativa della Protezione Civile, allertata dal Comando dei Vigili del Fuoco di Livorno, presso lo stabilimento Ecomar Italia SpA di Vada, in località Polveroni, dove era in atto un rilascio di acido solfidrico all’interno degli impianti, presso una baia di trattamento rifiuti posta nel capannone dell'Azienda.

L’impianto Ecomar è autorizzato con AIA n. 48 del 13/03/2014 e s.m.i. per lo stoccaggio e trattamento di rifiuti industriali pericolosi e non pericolosi; durante un'attività di inertizzazione di una miscela di tre principali tipologie di rifiuti pericolosi si è avuto lo sprigionamento di acido solfidrico o idrogeno solforato (H2S) per una reazione esotermica (con produzione di calore) indesiderata.

I rifiuti speciali pericolosi oggetto del trattamento di miscelazione/inertizzazione che ha originato l'incidente, provenienti da varie aziende, sono risultati essere in particolare rifiuti inorganici, materiali abrasivi di scarto e catalizzatori esauriti.

Le attività di soccorso, con il contenimento del gas e la riduzione della reazione imprevista all'interno della miscela dei rifiuti, sono state coordinate in prima istanza dalle squadre dei Vigili del Fuoco, affiancate dai  tecnici ARPAT e successivamente, nel corso della serata, dal Centro di Coordinamento Soccorsi, gestito dalla Prefettura di Livorno. Tutte le attività, fin dai primi momenti, sono state condotte d'intesa con il Comune di Rosignano.

L'abbattimento dei fumi di H2S si è ottenuto per aggiunta di acqua e di carbonato di sodio, al fine di portare la miscela dei rifiuti in reazione a temperature più basse ed a pH basico (per evitare lo sviluppo del gas).

La fase critica si è risolta nella notte, quando intorno alle ore 1.00 è stato possibile aprire i portelloni del capannone, ormai libero dai gas.

La presenza dei tecnici ARPAT è proseguita il giorno seguente, 12 aprile, partecipando alle attività in campo ed ai tavoli tecnici che si sono susseguiti per valutare le soluzioni da adottare per far terminare la reazione indesiderata; parallelamente l'Agenzia si è attivata per effettuare la misurazione dei valori di H2S tramite una postazione mobile.

Il mezzo mobile ARPAT per la misura della concentrazione in aria di acido solfidrico è stato posizionato nei pressi dell'ingresso UE della Solvay e, a partire dalle ore 16:00 del 12/4/16, ha iniziato il rilevamento di questo parametro in aria. I dati rilevati fino alle ore 15:00 del 13/04/16, sono compresi nell'intervallo 0,7 – 2,1 µg/m3 (come media oraria).

Per questo parametro non sono disponibili livelli di riferimento normativo, per cui, normalmente i valori sono confrontati con i limiti indicati dalle Linee Guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che fissano una soglia molto cautelativa per la salvaguradia della salute delle persone esposte per periodi prolungati, di 150 µg/m3, come media delle 24h; gli effettii avversi, a partire dall'irritazione degli occhi si possono infatti verificare per valori superiori di 100 volte rispetto a questa soglia.

Si sottolinea, inoltre, che i valori registrati sono tutti inferiori al limite di disturbo olfattivo, indicato dalle suddette Linee Guida, pari a 7 µg/m3 (a questo valore il 50% della popolazione avverte un disturbo olfattivo).

Durante il sopralluogo del giorno 12 aprile ARPAT ha iniziato il controllo ispettivo sull'evento incidentale che è proseguito anche nella giornata del 13 aprile, acquisendo la documentazione inerente tutte le tipologie di rifiuti oggetto del trattamento che ha originato l'incidente, fra cui i formulari di identificazione dei rifiuti, le schede di caratterizzazione ed i rapporti di prova contenenti le analisi di caratterizzazione degli stessi.

 

Fonte: ARPAT

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