"Il 17 aprile 2016 siamo chiamati a votare per il referendum che ci chiederà di decidere se i permessi per estrarre idrocarburi in mare, entro 12 miglia dalla costa, debbano durare fino all'esaurimento del giacimento, come avviene attualmente, oppure fino al termine della concessione.
Il quesito riguarda solo la durata delle estrazioni già in atto entro le 12 miglia dalla costa. Infatti il governo Renzi e il Parlamento hanno già accolto tutte le altre richieste delle regioni vietando nuove piattaforme estrattive entro le 12 miglia.
Ci tengo a dirvi che questo non è un referendum per chi è a favore del petrolio o del gas e non è un referendum sulla politica energetica del paese, ma ognuno di noi è chiamato a esprimere una opinione sull'opportunità di continuare o meno l'attività di estrazione già in atto considerando che tutti noi consumiamo giornalmente e personalmente gas e petrolio (benzina), senza contare i consumi legati alle attività produttive e di servizio su cui si basa l'economia e la ricchezza del paese.
Vorrei fornirvi alcune informazioni che mi hanno permesso di prendere con più responsabilità una decisione in merito. In Italia ci sono 92 piattaforme di estrazione, entro le 12 miglia, di queste la maggior parte estraggono gas naturale che,cosa non trascurabile, non è inquinante per le acque, per suolo e sottosuolo ed è considerata a tutti gli effetti una energia pulita.
L'Italia importa circa il 90% di petrolio e circa il 90% del gas.
Le statistiche dicono che l'attività di estrazione di idrocarburi è una delle industrie più sicure, con il tasso di infortuni e di incidenti più basso e dove vengono applicate le tecnologie più avanzate per la tutela ambientale.
É significativo l'esempio di Ravenna dove, nonostante la presenza di moltissime piattaforme per l'estrazione del gas, si è vista assegnare nel 2014 ben 5 bandiere blu. L'indotto economico generato in termini di posti di lavoro diretti e indiretti (35.000 circa), infrastrutture, investimenti in ricerca e sviluppo sono considerevoli. QUI trovate le testimonianze dei lavoratori del settore.
L'italia negli ultimi anni ha messo in campo una nuova poltica energetica rivolta alla sostenibilità ambientale che ci ha portato a raggiungere e superare in anticipo l'obiettivo del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili, fissato dall'Unione Europea.
Personalmente penso che si possa e si debba fare meglio aumentando questa percentuale, tanto è vero nella legge di stabilità abbiamo fortemente sostenuto con incentivi fiscali gli impianti da fonti rinnovabili, ma è altrettanto vero che per arrivare ad un obbiettivo così virtuoso dovremmo necessariamente passare per una fase di transizione che ci legherà ancora alle energie fossili.
In merito a questa fase di transizione va detto però che l'Italia con il Governo Renzi ha fatto scelte importanti per la tutela ambientale introducendo per la prima volta il "reato ambientale" e disponendo la progressiva chiusura delle centrali energetiche a carbone, che sono notoriamente quelle più inquinati. Senza dimenticarci la scelta reiterata di dire No alle centrali nucleari.
Il mio senso di responsabilità come cittadina che consuma energia e crede nella verità mi fa perciò opporre a questo referendum e anche denunciare il fine demagogico e truffaldino di chi usa argomenti sensibili, come la tutela ambientale e del mare per ben altri fini. Basti vedere che per il Sì al referendum stanno insieme estrema Destra, estrema Sinistra, Lega, Forza Italia e Cinque Stelle. Il loro fine non è la tutela dell'ambiente, che si tutela se si sfruttano gli impianti che già ci sono e non se ne aprono di nuovi! Ma il fine è indebolire il governo Renzi e la sua azione riformatrice.
Per questi motivi il PD è contrario a questo referendum, e vuole mantenere in vita la norma che consente di sfruttare fino ad esaurimento i giacimenti di idrocarburi già attivi.
La contrarietà la possiamo esprimere NON ANDANDO A VOTARE, come prevede la Costituzione per i referendum abrogativi e come abbiamo fatto altre volte, oppure votando NO."
Laura Cantini, senatrice per il partito democratico
