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Intramoenia, Flavio Civitelli plaude alla mozione di Scaramelli e Marras

Stefano Scaramelli e Leonardo Marras

Il Consiglio Regionale della Toscana "Cambia Verso", dopo le provocatorie dichiarazioni del Governatore Rossi sull'intramoenia é arrivata, ieri, la notizia della presentazione di una mozione da parte del presidente della III Commissione Sanità, Scaramelli, e del capogruppo consiliare PD, Marras, sull'argomento.

Il documento fa riferimento alla vigente normativa nazionale e regionale, analizza i principi ispiratori delle leggi emanate sull'argomento rispetto ad una attività che relega i professionisti nel ruolo di "azionisti di minoranza" a fronte dei ricavi economici della loro attività "libero professionale" espletata entro le mura dell'ospedale che, tra costi aziendali, ticket aggiuntivi, e quote di solidarietà, insieme alla tassazione ordinaria, vede prelevare, alla fonte, circa il 60-70% dei ricavi.

Di fatto si tratta di un'attività economica che interessa fondamentalmente le aziende sanitarie che la gestiscono in tutti i particolari offrendo ai cittadini una possibilità aggiuntiva e libera per l'accesso ai servizi. Difficile, con questi numeri, pensare ad un prelievo aziendale progressivo: quella operata dalle aziende non si configura infatti come l'aliquota variabile di una tassazione, ma un recupero dei costi.

Più di uno, tra i principi contenuti nella mozione sono francamente condivisibili, tra questi il vincolo per le aziende sanitarie di rendere pubblici gli standard organizzativi delle Unità Operative in modo da poterne verificare, in modo trasparente, le reali potenzialità produttive in termini di prestazioni sanitarie.

Le risorse assegnate dovranno essere tali da permettere ai medici di poter svolgere la propria attività istituzionale con tempi di attesa che si avvicinino al quelli della libera professione. Liste di attesa chilometriche sono frustranti in primo luogo per i professionisti che vogliono essere scelti dai pazienti sulla base di un rapporto libero e di fiducia e non per le inefficienze del sistema.

Anche l'obiettivo di favorire il rapporto unico, superando quello extramoenia, è un tema che merita attenzione. Professionisti di indubbio e documentato valore rappresenterebbero un sicuro arricchimento per il Sistema Pubblico qualora decidessero di spostare la loro attività dentro l'ospedale.

Su questo tema si dovranno mettere in campo percorsi che valorizzino queste eccellenze professionali a cui non è possibile pretendere di riconoscere, in un mondo globalizzato e libero, remunerazioni distanti anni luce dal valore oggettivo della loro professione. Su tutti questi temi siamo, come sempre, disponibili al confronto con l'obiettivo di garantire ai cittadini il sistema sanitario migliore possibile, pubblico e universale che permetta, solo per chi lo vuole, la possibilità di scegliere il medico di propria fiducia a tutela del diritto della libertà di cura garantito dalla costituzione.

Fonte: Ufficio Stampa

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