Venerdì 8 aprile 2016, ore 21,15 presso la Biblioteca Leonardiana, evento finale della Festa della Poesia a Vinci che quest’anno ha visto un calendario unico con serate dedicate ai grandi poeti italiani (Alda Merini), a incontri con personalità di carattere nazionale (Giuliano Grittini e Enrico Tallone) e alla suggestiva e partecipata veglia condotta dagli autori locali, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, giunta alla sua quarta edizione.
A chiusura della rassegna, ospite dell’ultima Veglia sarà una delle voci più interessanti della poesia italiana contemporanea, Giacomo Trinci. Un autore che è nato e vive a Pistoia, da tempo piccola capitale della poesia italiana, per manifestazioni di poesia e autori di rilevanza nazionale, a riprova del maggiore titolo di Capitale Italiana della Cultura assegnatole per il 2017.
Giacomo Trinci racconterà la sua storia e l’esperienza di un poeta nel mondo contemporaneo, attraverso un percorso di letture delle sue opere più interessanti. Nell’occasione sarà intervistato da Maria Virgina Porta, con la partecipazione straordinaria dell’arpista Diana Colosi.
Una grande chiusura per “Genio e Poesia”, una rassegna di eventi dedicati alla poesia a Vinci che ha interessato e coinvolto molte persone. Il successo dell’iniziativa promossa dal Comitato Vinci nel Cuore! in collaborazione con l’Amministrazione Comunale lascia sperare che possa diventare uno degli appuntamenti fissi della primavera vinciana, una speciale e suggestiva anteprima alle più famose celebrazioni leonardiane. A Vinci, del resto, la poesia è sempre stata in ogni casa, con poeti accademici e famosi, come Renato Fucini; poeti più nascosti come Saverio Ciattini, Mario Leporatti, Raulle e Aladino Lensi; fino a vere e proprie dinastie di poeti contadini, recente riscoperta dell’Archivio dei Poeti, curato da Vinci nel Cuore!
Per tale motivo, da sempre, a Vinci si parla e si discute di “Genio e Poesia”.
A veglia coi poeti italiani - Biblioteca Leonardiana, 8 aprile '16 ore 21.15
Giacomo Trinci
Non so per chi veglio, ma veglio; oscuro
nell’oscuro, per germogliare forte
nell’impossibile corte; nel muro,
ancora più duro dentro le smorte
contrade dei miei figli a venire.
Nel bruco il mio morso trova le corte
luci della speranza, e più s’imbruca.
Non so per chi scrivo, ma scrivo; pigro
nella pigrizia, strenua la mia lotta al bivio
Ottobre, 95
Giacomo Trinci nasce a Ramini, frazione di Pistoia, prima che i vivai spodestassero la campagna dura, nel 1960, tredici anni dopo Ivan, il fratello maggiore. È quindi lecito pensare che il primo movimento ritmico ad essersi impresso profondamente nell’animo del poeta sia stato proprio quell’incessante/immanente, alternarsi della vita e della morte, polluzione e marcescenza della terra, movimento chiuso per eccellenza e senza possibile via di fuga”. Così Roberto Cappellini in “La Cadenza il Canto” (Via del Vento, Pistoia 2007) introduce la breve e intensa biografia del poeta pistoiese. Un autore legatissimo alle sue origini e alla sua terra, una passione che fin da giovanissimo trasforma in grande impegno civile e politico, che trova la naturale evoluzione dal racconto paterno di una frazione e di un popolo, in cui “la storia di Ramini, durante l’ultima guerra, diventa la finale rocca di libertà capace di resistere al dilagare della purulenta piega fascista, e i “rossi” contadini diventano giganti indomiti capaci di epiche e spavalde imprese”. L’altra grande passione del poeta è il melodramma, il luogo privilegiato in cui parola e musica s’incontrano. Anche in questo caso la passione diventa impegno. Per oltre dieci anni studia canta lirico debuttando addirittura a Salisburgo in occasione del bicentenario della morte di Mozart. Infine, arriva l’approdo alla poesia, folgorato da autori e attori, come Pier Paolo Pasolini e Carmelo Bene. Nel 1994 pubblica la sua prima raccolta di poesia, “Cella” per la Pananti. Nel 1996 arriva “Voci dal sottosuolo” (L’obliquo) ed è già in finale al Premio Viareggio. Nel 1999, la terza raccolta “Telamachia” (Marsilio) ottiene il Premio Montale 2000, il Premio San Pellegrino e per la seconda volta la finale del Premio Viareggio, la “consacrazione” a livello nazionale. Escono quindi “Resto di me”(Aragno) nel 2001, dedicato alla memoria del padre; mentre nel 2006 “ Senza altro pensiero” (Aragno) è incentrato sulla figura della madre. Nel 2007 vince “Il Ceppo” , il premio letterario più importante della sua città e tra quelli più ambiti a livello nazionale. Nel 2014, alla raccolta “Inter nos”, sempre edita da Aragno vengono assegnati importanti riconoscimenti dal Premio Carlo Betocchi-Città di Firenze al Premio Giuseppe Giusti.
L’esperienza , le passioni e la sua sensibilità lo portano anche verso il mondo del teatro, affrontando con inediti testi in versi personaggi come Don Chiscotte e Pinocchio. Il suo “Pinocchio: autobiografia di un burattino”, è stato presentato in molti teatri e contesti nazionali, ripreso e lasciato più volte dal suo autore-interprete, in una sorte di poetica immedesimazione.
Da molti anni Giacomo Trinci tiene laboratori e conferenze sulla poesia, andando spesso in scuole e istituti superiori di tutta Italia. Importante è anche la sua attività di traduttore, tra cui quella per il poeta siriano Adonis.
Venerdì 8 aprile 2016, ore 21,15 alla Biblioteca Leonardiana di Vinci, Giacomo Trinci è ospite di Vinci nel Cuore! nell’ambito della rassegna Poesia & Musica, a chiusura della prima rassegna GENIO & POESIA 2016, in collaborazione con il Comune di Vinci.
Un appuntamento da non mancare.
Fonte: Comitato Vinci nel Cuore
