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Autorizzazione paesaggistica per la TAV, le opposizioni: "L'incontro Nardella-Renzi un bluff"

Miriam Amato

"Il Comune ha concesso l'autorizzazione paesaggistica per la Tav lo scorso 31 marzo, dando il suo via ai cantieri". Lo afferma la consigliera Miriam Amato dopo la risposta alla sua interrogazione in Consiglio Comunale da parte dell'assessore Giorgetti, che ha ribadito che le ricostruzioni del recente incontro segreto fra Renzi e Nardella su un presunto ripensamento sulla Tav sono "ricostruzioni fantasiose che non hanno riscontro con la realtà". "E' sconcertante - continua Amato - che non ci sia alcun ripensamento sulla Tav e che il sindaco Nardella si allinei con il presidente Rossi, perchè si riparta con la Tav come se nulla fosse successo con il blocco dei cantieri, le iniziative dei magistrati, i rischi e i pericoli per i danni agli  edifici, i costi cresciuti già a dismisura. Forse il Comune ha rizzato le orecchie - conclude Amato - ricordandosi che con la ripartenza dei cantieri potrebbero arrivare i residui 50 milioni di euro (dei 90 milioni previsti a suo tempo) come trasferimenti da Rfi per le compensazioni ambientali, risorse che il Comune aveva invano messo in bilancio in questi ultimi anni per interventi stradali".

 

Firenze Riparte a Sinistra: “Il summit Renzi-Nardella era solo un bluff?”

Il 5 di marzo Renzi e Carrai vengono a dettar la linea a Nardella e Giorgetti sulle grandi opere fiorentine, si parla di abbandonare la TAV e il suo tunnel - peraltro per farne un altro ancor peggiore, quello della tramvia sotto il centro storico - e dopo nemmeno un mese il Comune rilascia l’autorizzazione paesaggistica per il tunnel TAV e per la Foster: c’è qualcosa che non torna. Dobbiamo dunque aspettarci, fra TAV e tramvia, più tunnel sotto Firenze? E l’ordine del giorno del consiglio comunale in cui si chiedeva di considerare soluzioni alternative al sottoattraversamento?

Sembrava troppo bello per essere vero: abbandonare il progetto del tunnel TAV e della stazione Foster, due enormi voragini nella città, e non solo in senso letterale. La notizia ci aveva fatto ben sperare, anche se le motivazioni erano deboli, esclusivamente di carattere economico, e omettevano aspetti a nostro avviso dirimenti, fra cui l’inutilità dell’opera, lo sperpero di denaro pubblico a fronte di progetti alternativi validi, seri, efficaci e molto più economici, i danni relativi a uno scavo imponente, per altro effettuato con una sola fresa, gli effetti sulla falda acquifera.

Invece il Comune ha voluto autorizzare l’opera dal punto di vista paesaggistico, con qualche prescrizione che però temiamo farà la stessa fine di quelle che vennero fatte per il tunnel del Mugello, i cui effetti devastanti gravano ancora sull’ambiente.

Brutte notizie anche sul fronte delle terre di scavo: con la gestione semplificata, infatti, temiamo fortemente infiltrazioni tossiche di ogni tipo, non solo nelle terre stesse.

Ci auguriamo che la giunta cambi idea, riveda quantomeno la scelta di fondo in merito alla TAV e più in generale sullo scavare sotto il centro storico: i tunnel sono avidi di denaro pubblico e comportano, specialmente in questi due casi, TAV e tramvia, solo problemi, senza apportare alcun beneficio.

 

Fonte: Ufficio Stampa

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