Il Segretario Aziendale FIT-CISL di Ataf Gestioni Gianluca Mannucci: “La chiusura di Via Valfonda ha causato disagi superiori al dovuto a lavoratori e cittadini, poteva essere gestita più efficacemente, visto che è un’arteria fondamentale per il traffico e che, dalle notizie che abbiamo, poteva essere riaperta già dalle ore 9 di venerdì. Se per i bus potevano esserci dei problemi di peso, alle ore 9 poteva essere riaperta per il traffico non pesante, dando via libera ai taxi e alleggerendo via della Scala. Una cosa inaccettabile per chiunque avesse necessità di spostarsi per lavoro o il bisogno di fare un visita presso un ospedale”.
Alcune linee Ataf hanno avuto ritardi fino a 90 minuti, con corse non rispettate e cambi del personale saltati. Chi si prenderà le responsabilità di questi disagi? E soprattutto come verrà gestita la chiusura di arterie altrettanto importanti per i lavori della tramvia?
Come FIT-CISL di Ataf siamo preoccupati per le condizioni di lavoro degli autisti al limite del sopportabile e ora il nervosismo dell’utenza rischia di esplodere ancora. La gestione della chiusura di Valfonda dà l’impressione che la regolarità dei bus, la necessità di spostarsi e le condizioni degli autisti non siano una priorità per chi ci amministra. Speriamo di essere smentiti e rinnoviamo la nostra disponibilità a valutare insieme alle parti i provvedimenti da adottare.
Sul tavolo sono rimaste ferme le proposte avanzate: riserve speciali che garantiscano cambi e regolarità di servizio (come fatto per la costruzione della linea 1); studio di soluzioni basate sulla garanzia della frequenza delle linee (istituzione dei capilinea), almeno per le linee più importanti. Come FIT-CISL non ci tiriamo indietro a confrontarci senza perdere altro tempo.
Fonte: Ufficio Stampa
