Il 19 marzo 2016 la UnoAErre, impresa leader nel settore dell’oreficeria, inaugurerà la nuova sede del Museo Aziendale, nato nel 1998, il primo e unico in Italia nel settore orafo, collocato all’interno dell’azienda. L’istituzione museale è nata per non disperdere la memoria storica ed offrire un percorso espositivo che va dall’archeologia industriale alla produzione orafa di novant’anni di attività.
A precedere l’inaugurazione ci sarà la presentazione del volume “Novant’anni Preziosi” scritto dal Direttore del Museo, Giuliano Centrodi, con l’introduzione di Enrico Crispolti, già Professore Ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Siena, Critico e Storico dell’arte contemporanea.
L’esposizione accoglie gioielli e argenti, dagli anni Venti ad oggi (anche di artisti e stilisti famosi come Carmelo Cappello, Bino Bini, Nicola Carrino, Louis Féraud, Oscar De La Renta), prototipi e modelli, disegni e progetti, cataloghi storici e il ricco medagliere con presenze di artisti che hanno fatto la storia dell’Arte del Novecento (Pietro Cascella, Salvatore Fiume, Pietro Annigoni, Salvador Dalì, Francesco Messina, Emilio Greco ed Enzo Scatragli) .
Un luogo che custodisce tradizione ed esperienza e le testimonianze di ricerca e sperimentazione che da sempre hanno contraddistinto il successo del marchio UnoAErre.
Accanto all’ampia documentazione della progettualità orafa, una straordinaria serie di pezzi unici, frutto della collaborazione con Gio’ Pomodoro, iniziata nel 1995, che ha lasciato oltre alla collezione seriale, il monumento Koinòs Hermes, simbolo del Museo;
per l’occasione saranno resi noti sei pezzi inediti mai presentati: una demi-parure composta da collana e orecchini per signora e una parure “for men” composta da ferma-soldi, ferma-cravatta, bracciale e gemelli.
Il Museo Aziendale Gori&Zucchi accosta tecnica, creatività ed arte, rispecchia l’immagine della più grande industria orafa d’Europa, la sua notorietà e la sua storia, l’autorevole affermazione nel mondo creativo, produttivo ed economico che contraddistingue la laboriosa terra aretina.

Fonte: Ufficio Stampa