La Giunta regionale deve individuare le risorse adeguate e necessarie alla conclusione di un contratto decentrato che valorizzi la professionalità dei dipendenti della Regione Toscana, sulla base di quanto contenuto nella piattaforma della Rsu, la rappresentanza sindacale unitaria.
L’impegno è contenuto in una mozione di Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Si- Toscana a Sinistra), sottoscritta anche da Irene Galletti (M5S), che è stata licenziata dalla commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd). I consiglieri di Lega Nord si sono astenuti.
La mozione rileva che la sentenza della Corte costituzionale sull’illegittimità del blocco prolungato della contrattazione collettiva ha richiamato il Governo ai suoi doveri. Quest’ultimo però, con la legge di Stabilità 2016, ha previsto risorse irrisorie per il rinnovo ed ha introdotto il blocco della contrattazione decentrata per i prossimi tre anni.
Per evitare che costi e responsabilità si scarichino sul lavoro, la piattaforma della Rsu fa presente che l’unica possibilità è rivendicare quanto disciplinato dalla legge di Stabilità 2015, che elimina il tetto sui fondi per il salario accessorio, fissato al livello del 2010, e reintroduce la possibilità per il personale di accedere alle progressioni economiche.
Nel testo si sottolinea che il contratto decentrato rappresenta lo strumento principale per interpretare il profondo cambiamento in corso nel modello organizzativo dell’ente Regione.
“L’obbligo del pareggio di bilancio produce effetti paradossali – ha rilevato Claudio Borghi (LN) – Per garantire una retribuzione adeguata a chi il lavoro ce l’ha, si sottraggono risorse a chi il lavoro lo sta cercando”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
