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Tommaso Sgrilli, da Limite dottorato e carriera made in Liverpool

Studiare paga nel lungo periodo: sembra questo l'insegnamento di Tommaso Sgrilli, 34enne da Limite sull'Arno partito ben 5 anni fa alla volta di Liverpool e non più ritornato in pianta stabile nell'Empolese. Con l'aiuto dell'Unione Europea che ha finanziato il suo dottorato in Chimica, adesso Tommaso si è ben ambientato nella patria dei Beatles, che definisce una vera 'città a misura d'uomo'. Ecco la sua storia per 'Toscani in giro' di questa settimana.

Nome e Cognome: Tommaso Sgrilli
Anni: 34
Cresciuto a: Limite sull'Arno
Studi: Laurea in Fisica e Scienza dei Materiali (Università di Pisa), Dottorato in Chimica (University of Liverpool)
Residenza e professione: Liverpool. R&D Technologist (Tecnico di Ricerca e Sviluppo) presso un'azienda che produce strumenti utilizzati nella deposizione di vari materiali come rivestimento. Ho iniziato questo lavoro a ottobre 2015, dopo il dottorato.
Lavoro in Italia: Dopo la laurea specialistica, ho lavorato per qualche mese come consulente tecnico in un'azienda che fa ricerca su materiali a alte prestazioni, soprattutto nel settore tessile. È stata un'esperienza molto positiva sotto vari aspetti.
Prima esperienza all'estero: Il 5 gennaio 2011 sono partito per iniziare un dottorato in Chimica finanziato dall'Unione Europea all'Università di Liverpool.

Perché ha deciso di andare all'estero? Ho deciso di andare all'estero innanzitutto per fare una nuova esperienza, vedere come funziona il mondo fuori da Limite sull'Arno. Inoltre ero interessato a crescere in termini di formazione accademica, soprattutto per avere più possibilità lavorative in prospettiva futura.

Quali sono le principali differenze fra il mondo del lavoro italiano e quello estero? Per quello che ho visto, in Inghilterra è generalmente più facile trovare lavoro, si guadagna di più e si lavorano meno ore. Inoltre l'idea di avere un posto fisso a tutti i costi non è così forte come in Italia. Non so se questo sia un bene o un male, però può avere un effetto positivo su chi cerca lavoro per la prima volta, o da straniero, come me.

La vita e il lavoro all'estero sono diversi dall'idea che ti eri fatto prima di partire? Quando sono partito non avevo un'idea molto chiara su quello che avrei trovato. Avevo solo l'entusiasmo di iniziare un'esperienza completamente nuova. Ho trovato difficoltà all'inizio, ad esempio nel comunicare con i colleghi.

Cosa ti manca dell'Italia? Ovviamente gli amici e la famiglia. Poi, sarò banale, le belle giornate di sole, specialmente nei mesi estivi. E una pizza fatta bene ogni tanto.

Torneresti a lavorare in Italia? Sì, però solo se ci sono le condizioni. Per il momento sto bene qua.

Hai qualche aneddoto sulla permanenza all'estero? Niente di particolare. Vorrei solo sottolineare l'importanza che ha avuto per me fare nuove amicizie, con persone provenienti da ogni parte del mondo. L'ambiente universitario aiuta molto in questo senso.

Vuoi raccontarci altro della tua esperienza? Vorrei solo dire qualcosa su Liverpool. La città è a misura d'uomo, si vive bene, il costo della vita è ragionevole, paragonabile agli standard toscani, e le persone sono molto "friendly". Non c'è solo Londra insomma. L'unico problema è il dialetto 'Scouse', molto particolare e con suoni non presenti nel l'inglese standard. Ci si fa l'abitudine dopo un po'.

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