Si scrive Human Library e si traduce in biblioteca di libri viventi, quindi di persone in carne ed ossa che raccontano le loro vite andando oltre gli stereotipi, i pregiudizi e le discriminazioni, attraverso un rapporto diretto con il lettore, chiamato a dialogare e a confrontarsi con tante esperienze di umanità. E’ quanto accadrà a Firenze, presso la sala storica della Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo, 24), sabato 5 marzo dalle 10.30 alle 13.30, grazie all’iniziativa curata dall’associazione Pandora, attiva in Valdarno nella promozione della lettura. L’appuntamento di sabato prossimo, organizzato in occasione della Festa della Toscana e dedicato a “Le riforme di Pietro Leopoldo e la Toscana moderna”, affonda le radici in un periodo storico di grandi riforme nei diritti civili, con l’abrogazione della pena di morte e della tortura.
“Questa iniziativa è molto importante nel contesto della Festa della Toscana, da 230 anni la nostra terra è impegnata in tema di riforme, civiltà e diritti – ha esordito il presidente del Consiglio Eugenio Giani, presentando l’evento a palazzo Panciatichi – e non poteva essere scelto luogo più adatto, la biblioteca delle Oblate, un concentrato di libri e prodotti multimediali, ma anche di testimoni viventi di memoria, cardine su cui poggiare le basi per il futuro delle giovani generazioni”. “Sabato sarò anch’io alle Oblate, pronto a sfogliare libri viventi – ha assicurato il presidente – e a trasformarmi io stesso in un libro da prendere in prestito, per una conversazione dalle mille sorprese”.
In conferenza stampa a presentare il progetto sono intervenuti anche il presidente del Consiglio comunale di San Giovanni Valdarno Andrea Romolie la presidente dell’associazione Pandora Sandra Gambassi, all’insegna delle terre nuove – San Giovanni Valdarno fu tale nel 1298 – e dell’esperienza della Human Library, che da Arezzo approda a Firenze.
“Progetti come questi aiutano a combattere i pregiudizi – ha affermato Romoli – a non giudicare i libri dalle copertine, guardando alle persone e alla loro storia”. La presidente di Pandora, dopo aver ricordato che l’esperienza dei libri viventi è oggi diffusa in tutto il mondo ed è nata in Danimarca dopo un fatto di cronaca a sfondo razzista, ha parlato di occasione concreta per incontrare, ancora oggi, storie di diritti negati, per combattere la crescente retorica xenofoba, omofoba e violenta dei nostri giorni; un’iniziativa che, coinvolgendoci in alcune urgenti questioni dell’attualità, vuole, allo stesso tempo, sottolineare il valore di quest’importante ricorrenza per la nostra regione, non solo come rievocazione di un momento storico fondamentale ma, soprattutto, come occasione viva di riflessione sui diritti dell’uomo. “Vi invito a partecipare sabato 5 marzo – ha concluso Gambassi - la conversazione, cioè la lettura di un libro vivente preso in prestito, che dura solitamente circa venti minuti, lascerà un segno importante, in chi racconta e in chi legge”. Un esercizio di buona pratica per promuovere il dialogo, conoscere, ascoltare, informarsi e capire, provando ad andare oltre le discriminazioni e i pregiudizi di ogni genere.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
