Esattamente un anno fa, una delle aziende più importanti della filiera tessile pratese, la Eurotintoria, chiudeva i battenti per sempre, lasciando 82 dipendenti e le loro famiglie in seria difficoltà. Tutti o quasi, figli o nipoti di coloro che in quell'azienda avevano lavorato una vita, dando il loro umano valore aggiunto, quando ancora il tessile pratese pur fra mille cicliche crisi periodiche, era un punto di riferimento per la moda internazionale. Di quell'azienda messa in liquidazione, restano ancora in tanti oggi, a non essere stati ricollocati nel mondo del lavoro, e solo grazie agli ammortizzatori sociali, concordati nell'accordo tra la proprietà e le parti sociali, essi riescono a sbarcare il lunario, attendendo che il fantasma di questa crisi economica, svanisca per sempre.
Abbiamo incontrato uno di loro Riccardo Cerchiari, rappresentante sindacale unitario in quota CGIL, che in questi giorni è venuto a conoscenza di un'ulteriore deroga all'accordo firmato 12 mesi fa. Pare infatti che il trattamento di fine rapporto non verrà liquidato in un'unica trance, come precedentemente concordato, ma dilazionato si legge almeno in due fasi. Una doccia gelata, l'ennesima, dopo mesi in cui anche il pagamento della Cassa Integrazione Guadagni, parte integrante dell'accordo, ha subito spesso sospensioni e ritardi, in cui il rimpallo di responsabilità fra enti pubblici e azienda è stato spesso motivo di ulteriori malumori tra le maestranze.
Ed è per questo che Cerchiari stavolta decide di dare voce e alzare il tiro della protesta, con un post sulla sua bacheca facebook, in cui ricorda anche con un pizzico di nostalgia, gli anni del lavoro, i sacrifici richiesti ai dipendenti nei momenti difficili, ed esortando la proprietà a comportarsi da " SIGNORI (almeno per una volta) e non da calcolatori freddi e opportunisti indifferenti" .
E se tra le righe traspare rabbia, talvolta delusione, per l'atteggiamento della proprietà, Riccardo da podista appassionato, non si arrende, continua ad affrontare ostacoli ed imprevisti, convinto che ciò che conta è arrivare al traguardo di una nuova vita lavorativa; per se certo, ma anche per quella parte di persone che a vario titolo non si sono potute ricollocare nel mondo del lavoro, almeno per adesso.
" Io non mollo", ha dichiarato in una chiacchierata tra vecchi colleghi di lavoro, e l'augurio da parte di tutti, è che si faccia il possibile per chiudere questo capitolo non facile nel più breve tempo possibile, con la speranza che per gli "Orfani dell'Eurotintoria", passati alle cronache anche per una pagina facebook creata nel momento della chiusura dell'azienda, si aprano davvero le porte di un futuro meno incerto, rendendo dignità e rispetto a chi ha passato una parte importante della propria vita, in quel distretto tessile pratese che ormai nessuno riconosce più.
