"La Federazione Toscana del P_CARC aderiscde alla giornata di mobilitazione indetta per il giorno 1 Marzo 2016 '24 ore senza di noi contro i confini e la precarizzazione' ad Empoli, in Piazza della Vittoria.
La giornata si propone di mettere al centro la condizione sociale dei migranti e del lavoro precario, punta a rivendicare un salario minimo garantito e un welfare europeo per tutti, un permesso di soggiorno a tutti coloro che migrano dai paesi in guerra e fuggono dalla povertà e dalla miseria a cui la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti, attraverso la sua attività di saccheggio e colonizzazione, destina interi popoli.
Il P_CARC ritiene positiva questa mobilitazione e la chiamata alla solidarietà e allo sciopero ad operai, lavoratori pubblici, disoccupati, studenti: mettere al centro l’unità e gli interessi di classe di chi oggi subisce gli effetti peggiori della crisi, delle masse popolari, è il primo passo per delimitare il campo tra amici e nemici, tra chi ha tutto l’interesse a lottare per farla finita con la crisi del sistema capitalista. Ma quale governo può (nazionale o comunitario) oggi garantire un lavoro dignitoso ad ogni uomo e donna delle masse popolari? Un tetto, istruzione, e una vita dignitosa a migranti, studenti, disoccupati, operai?
Di certo non si può più dare fiducia al governo Renzi chiedendo a lui e ai suoi scagnozzi di garantire dei diritti che nella pratica non hanno interesse ad assicurare. Così come i suoi precendenti non è altro che un governo espressione della Borghesia Imperialista, dei malfattori e degli speculatori del mercato finanziario, degli industriali e dei palazzinari, del clero e delle organizzazioni criminali. Nè tantomeno ci si può fidare delle lacrime di coccodrillo di papa Bergoglio e della sua schiera di cardinali e preti che con la loro opera non fanno altro che alimentare il processo di saccheggio delle risorse delle masse popolari a cui la crisi spinge la borghesia imperialista, dimostrandosi uno dei puntelli fondamentali della comunità internazionale dei gruppi imperialisti. Allo stesso modo non ci si può affidare all'UE affinché metta in campo delle misure in favore delle masse popolari se come strumento per garantire il proprio dominio impone in ogni paese misure di austerità, lacrime e sangue.
Per risollevare le proprie sorti le masse popolari possono contare solo sulla propria forza! L'iniziativa del 1 Marzo deve essere un passaggio necessario in cui alimentare il processo di creazione di Organizzazioni Operaie e Popolari che si pongano come obbiettivo la necessità di farla finita con la crisi del sistema capitalista e dei padroni e costruire un proprio governo d'emergenza. Operai, disoccupati, studenti, migranti, giovani e donne oggi devono seguire gli esempi positivi che nel nostro paese esistono di autorganizzazione e partire da questi per mettere in campo loro stessi, attraverso la propria attività, le misure necessarie per garantire quel welfare rivendicato: iniziative di sciopero al contrario, recupero degli alloggi pubblici e le case della chiesa e dei palazzinari sfitti lasciati al degrado e alla speculazione, mobilitarsi per recuperare i quartieri e i territori dall'abbandono ecc. Occuparsi delle aziende, scuole e università ed uscire da queste per collegarsi con tutte le realtà di lotta in difesa dei posti di lavoro, dell'ambiente, della sanità e dell'istruzione. Mille e più sono le iniziative che si possono mettere in campo per creare una nuova governabilità territoriale, unire le esperienze di lotta e organizzazione, coordinarsi per creare un governo d'emergenza popolare e Amministrazioni Locali di Emergenza che rispondano agli interessi delle Organizzazioni Operaie e Popolari e ne seguano le direttive, porre le condizioni per far fuori la borghesia e il suo clero dalla direzione politica ed economica del nostro paese e aprire la strada alla rivoluzione socialista in Italia.
Essere d'esempio per i popoli e le organizzazioni degli altri paesi, mettersi nell'ottica di rompere le catene della remissione e della rivendicazione a cui la borghesia ci lega e lottare per costruire una nuova società. Solo ponendosi nell'ottica della costruzione di un Governo d'Emergenza deciso a rompere con i diktat della comunità internazionale, infatti, le masse popolari nel nostro paese possono trovare la strada necessaria per uscire dalla crisi: un governo che crei posti di lavoro dignitosi, che salvi le aziende in crisi e riconverta quelle dannose! Questo è il governo che può attuare le mille rivendicazioni che oggi ancora chiediamo alla borghesia, questo è il governo che operai, migranti, giovani, le masse popolari tutte devono costruire!"
Fonte: Federazione Toscana del Partito dei CARC