Un cordiale saluto a Tutti!
Siamo di fronte ad una serie di perturbazioni che potrebbero provocare accumuli decisamente importanti, su quasi tutto il territorio regionale, con addirittura la probabile fusione della neve deposta in Appennino negli ultimi giorni, a causa dell'aumento delle temperature, specie nella giornata di domenica, e che potrebbero preludere a scenari di potenziale pericolosità per il livello idrometrico di fiumi e torrenti di tutta la Toscana. Dopo un tale sconquasso barico, la ferita non si rimarginerà del tutto nemmeno nell'arco delle prossime 240 ore, ipotizzando addirittura a fine step previsionale, una nuova fase perturbata non troppo dissimile da quella delle prossime 48-72 ore.
Scendiamo nel dettaglio previsionale, ed andiamo a capire il perchè di tanta attenzione su questi due peggioramenti, figli di una depressione che domani entrerà sulla Spagna, ed invierà da subito il suo fronte instabile avanzato verso le nostre province occidentali. Si tratterà di un nucleo la cui composizione a differenza dei precedenti, avrà una maggiore componente artico-marittima, quindi molto più fredda, che impattando nel Mediterraneo, decisamente " caldo " a causa del non inverno persistente da oltre tre mesi, innescherà fenomeni che potrebbero rivelarsi in alcuni casi davvero violenti.
Le prime concrete precipitazioni le avremo già a partire da domani mattina, con maggiore coinvolgimento delle zone costiere e dell'Alta Toscana, traslando poi dal pomeriggio-sera verso l'interno, con i fenomeni più importanti che vesseranno l'intera regione tra la serata di domani e la nottata di domenica. La quota neve inizialmente si manterrà attorno ai 1200-1300 metri, mantenendosi più o meno sullo stello livello altimetrico fino al pomeriggio di domenica.
Il successivo peggioramento arriverà tra la tarda mattinata di domenica ed il pomeriggio, partendo dalle province centro-meridionali e risalendo verso nord, sospinto dalle moderate e miti correnti da Sud che tenderanno ad acuirsi dal pomeriggio, facendo così salire anche le temperature, ed innalzando a quote davvero di alta montagna lo Zero Termico, paventando così la possibile fusione della neve accumulata in Appennino.
Stando agli ultimi aggiornamenti di cui siamo in possesso, potrebbe manifestarsi una minore incidenza dei fenomeni tra le prime ore del mattino di domenica e quelle del primo pomeriggio, per poi subire quell'intensificazione delle precipitazioni, che andranno a calare di intensità solo a partire dalla successiva nottata, quella di lunedì.
L'invito è quello di seguire gli aggiornamenti che non mancheremo di mandare sul nostro sito e sulla nostra pagina facebook, ricordando che SOLO il CFR, il Centro Funzionale del monitoraggio meteo regionale, può emettere allerte, e nessun altro Ente o peggio ancora Sito Web.
Fatta questa doverosa precisazione, andiamo avanti con il quadro barico, osservando che la fase successiva al peggioramento , manterrà una spiccata variabilità nelle zone interne, specialmente nei primi due, tre giorni della settimana, con una timida quanto effimera risalita dei geopotenziali sulle zone occidentali della regione, a partire da mercoledì 2 marzo,
Una situazione, che non appena varcheremo il giro di boa settimanale, vedrà una ulteriore discesa artico-scandinava, immettersi sui Balcani, con conseguente nuova fase instabile, che spingerà il ritorno delle precipitazioni, stavolta più probabili nelle province dell'interno centro-orientali, accompagnate da una moderata ripresa dei venti di Grecale sulla regione.
A conclusione dello step previsionale, appare probabile una temporanea pausa anticiclonica, dettata dall'approfondimento di un nucleo depressionario sul Golfo di Biscaglia, preludio ad una nuova fase di maltempo procastinata alla seconda decade del mese di marzo.
L'inverno meteorologico che si chiuderà il prossimo 29 febbraio, lo farà con una fase tardo autunnale in piena regola, e se al momento le nostre zone potrebbero rivelarsi tutto sommato le meno colpite dagli accumuli precipitativi, dobbiamo tener conto delle possibili implicazioni indotte dai fenomeni, in un territorio ad alto rischio idrogeologico, in cui frane ed allagamenti non sono purtroppo una casuale fatalità. Inoltre stavolta il livello di fiumi e torrenti potrebbe davvero impensierire, sopratutto se tra il primo fronte depressionario di domani e quello successivo di domenica, non si verificherà una tregua precipitativa, tale da permettere ai corsi d'acqua di abbassarsi di livello.
Del peggioramento previsto e delle possibili implicazioni meteo-climatiche che lo favoriranno ne riparleremo oggi alle 18.15 a Radio Lady nella nostra consueta chiacchierata settimanale.
Baldacci Gordon