Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra e membro della Commissione Ambiente del Consiglio Regionale, commenta l’audizione di stamani in commissione di Raffaele Cantone, direttore dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione: “In maniera chirurgica Cantone ha descritto il quadro disastroso del sottoattraversamento TAV di Firenze. Cantone, pur essendo di nomina governativa, non è stato reticente e non ha minimizzato nulla: si sarebbe dovuto avviare un processo partecipativo che coinvolgesse la cittadinanza, sul modello del “debat public” francese, ma non è stato mai avviato; deve essere realizzata una valutazione di impatto ambientale (VIA) ma non viene fatta; non è stata mai risolta la questione preliminare dello smaltimento delle terre di scavo, che sono da considerarsi inequivocabilmente rifiuti; esiste un serio problema di sicurezza per gallerie che verranno realizzate senza le caratteristiche inizialmente previste.
Su questa situazione si innesta lo spreco di una mole immensa di denaro, terreno di coltura per fenomeni corruttivi di ogni tipo, a partire dalla lievitazione sconsiderata dei costi e da un aumento contrattuale del 10%, a causa delle modifiche e delle varianti introdotte in corso d’opera. C’è poi la la questione delle vicende societarie, che oggi vede Coopsette in liquidazione coatta amministrativa, né è chiara la situazione di Nodavia, dopo la cessione delle quote di partecipazione da parte di Coopsette, operazione finita sotto osservazione da parte dell’Autorità Anti Corruzione. In generale i dubbi di Cantone, come i nostri, sono sul meccanismo del general contractor,di fatto crimonogeno”.
Continua Fattori: “A questo si aggiunga il fatto che il sottoattraversamento TAV è un’opera costosissima, trasportisticamente inutile, priva di utilità sociale ed efficacia, oltre che dannosa per un numero considerevole di edifici della nostra città. Il tema dei traballanti e dubbi obiettivi funzionali e trasportistici del progetto era ovviamente estraneo al campo d’indagine dell’Autorità Anti Corruzione ma noi non possiamo dimenticare che fu persino la commissione VIA del Ministero dell’Ambiente, nel lontano 1999, a sottolineare la notevole sproporzione fra le risorse da impiegare e l’esiguità degli effetti attesi, in termini di efficienza del sistema ferroviario, concludendo che era solo la volontà politica delle amministrazioni a spingere perchè il progetto venisse realizzato. Adesso è il momento che la politica si faccia responsabile e fermi immediatamente quest’opera folle e crimonogena”.
Conclude Fattori: “D’ora in poi si coinvolga sempre la cittadinanza, prima della realizzazione di una grande opera, come Sì’ Toscana a Sinistra si ostina a chiedere ogni volta e come lo stesso Cantone oggi ha voluto sottolineare, richiamando l’importanza del così detto “dibattito pubblico”. Il dimezzamento dei fondi all’Autorità sulla Partecipazione regionale, purtroppo, è un segnale che va esattamente nelle direzione contraria. Inoltre, casi come quello della rimozione, da parte del Presidente Rossi, del dirigente Fabio Zita dal nucleo VIA regionale, evidentemente considerato un funzionario troppo zelante, non si devono ripetere mai più. E deve finire la consuetudine, tutta italiana, per cui si inizia a realizzare un’opera inutile e irrazionale senza che vi siano le condizioni per farlo, solo al fine di spingersi così avanti da poter poi dire che non ci si può più tirare indietro. Quando l’ho affermato, in Commissione, Cantone ha visibilmente annuito e questo mi fa sperare che l’Autorità Anti Corruzione sarà accanto a chi chiede un cambio profondo di cultura in questo Paese, negli appalti e nelle grandi opere, nell’interesse di tutti”.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana
