"In qualità di primo firmatario, ho presentato insieme al consigliere Lucia Masini una Mozione intitolata < MOZIONE PER CELEBRAZIONE “GIORNO DEL RICORDO” E PER INTITOLAZIONE STRADA IN MEMORIA DEI MARTIRI DELLE FOIBE >.
Premesso il riferimento alla Legge istitutrice del Giorno del Ricordo in essa mozione, rilevato “ il tenore della Legge istitutiva del “Giorno del Ricordo”, con cui la Repubblica ha inteso celebrare con le dovute solennità il ricordo inerente tutti gli italiani barbaramente uccisi e gettati nelle foibe carsiche dagli jugoslavi titini a seconda guerra mondiale terminata ;
- che con tale Legge si è voluto finalmente porre rimedio al silenzio calato su questa tragedia nazionale, consentendo la conoscenza e l’approfondimento di quelle drammatiche vicende sconosciute ai più, sia nella dimensione che nelle responsabilità che le hanno originate ; “
Ciò premesso è stato domandato che il Sindaco di Certaldo e la Giunta Comunale si facessero promotori “per l’anno in corso e per quelli successivi,
1) Dell’organizzazione di iniziative celebrative in memoria dei Martiri delle Foibe nel Comune di Certaldo, volte all’attuazione della Legge 30 marzo 2004, n. 92, nel giorno 10 febbraio o in altre date comunque a questa prossime ;
2) Dell’applicazione dell’art. 1, comma 2 della citata Legge 30 marzo 2004, n. 92, invitando formalmente ogni scuola di ogni ordine e grado del Comune di Certaldo, ad osservare, per il 10 febbraio, un minuto di silenzio ed a dare lettura o ascoltare testimonianze coerenti di questo evento per meglio approfondirlo tra i giovani e gli studenti tutti ;
3) altresì, il Sindaco di Certaldo e la Giunta Comunale ad individuare una via, un largo o una piazza sul territorio comunale da intitolare ai "Martiri delle Foibe" nel più breve tempo possibile.”
Tale Mozione è stata sottoposta ad emendamento, appositamente preparato per iscritto, da parte della maggioranza del PD. In esso nuovo documento, scomparse tutte le premesse motivazionali, nessuna delle quali è stata reputata degna di essere riproposta, compare uno stringato ed essenziale riferimento alla Legge della quale se ne dispone notarilmente l’applicazione.
Nessuna motivazione è stata addotta a giustificazione di tale “purga” cui il testo è stato sottoposto, in conseguenza di questo controllo di “democrazia”. Democrazia di cui la maggioranza del PD certaldino si arroga il diritto di porsi come unico ortodosso custode, ritenendo di conferire patenti di legittimità democratica a sua arbitraria discrezione.
A tutto ciò aggiungasi come la richiesta di intitolazione di una strada o di una piazza, senza limiti di tempo e senza alcuna indicazione aggiuntiva o condizionamento di sorta, sia stata respinta senza uno straccio, anche in questo caso, di motivazione. E ciò nonostante in non pochi Comuni, tra i quali quello di Firenze, sia dedicata una via o un largo o una piazza in memoria dei Martiri delle Foibe.
L’auspicio formulato dal sottoscritto nella sua esposizione, di vedere finalmente compiutamente realizzata una memoria condivisa, dopo anni di inutili, antistoriche e controproducenti divisioni ideologiche, è stato paradossalmente e incredibilmente valutato come prova di un revisionismo d’accatto e quindi di malafede politica ed intellettuale.
Non si può in tutta franchezza esimersi dal rimarcare lo stupore per tale vetusto modo di guardare alla Storia, anche in considerazione della circostanza che parole del medesimo tenore di quelle usate dal sottoscritto, sono state spese da dirigenti del PD, anche locale.
Se quindi da un lato residua il compiacimento per un risultato comunque parzialmente conseguito, dall’altro non si può che evidenziare l’amarezza (sì l’amarezza) e la preoccupazione per un PD certaldino che anche in questa circostanza ha dato prova di chiusura culturale e politica.
Quanto detto, al netto del riconoscimento della presenza di personalità, che pur nella diversità di opinione politica e programmatica, sono certamente di altra estrazione rispetto a coloro che dettano la linea e la condotta dell’agenda politica.
Mi corre l’obbligo di evidenziare con compiacimento come il consigliere di Altra Politica, Eliseo Palazzo, abbia dato tangibile prova di condivisione delle ragioni di fondo ispiratrici del documento.
Documento e argomento di cui i dirigenti e gli amministratori del PD certaldino non avevano e non hanno nulla da temere, dovendosi guardare, (come tutti), essenzialmente dalla propria coscienza".
Giuseppe Romano, consigliere comunale Forza Italia
