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Fratelli d'Italia e Casaggì organizzano una conferenza contro il DDL Cirinnà

Mercoledì 17 febbraio, a Casaggì, si affronteranno i temi etici della famiglia e della vita attraverso l'analisi critica del DDL Cirinnà, dell'ideologia del gender, delle unioni e delle adozioni gay e dell'utero in affitto. Una serata che inizierà alle 20 con la cena sociale e che proseguirà, dalle 21, con gli interventi sul tema.

Riportiamo di seguito il volantino della campagna, realizzato da Casaggì e da Fratelli d'Italia, contro il DDL Cirinnà:

Il DDL Cirinnà è stato pensato per destrutturare la famiglia attraverso le cosiddette “unioni civili”. Lo smembramento della cellula fondamentale della società, pensato dai centri di potere globali e mondialisti, va di pari passo con l’attacco all’identità messo in atto con la teoria del gender, ovvero con la volontà di rendere il genere sessuale una scelta personale e non un fatto naturale.

Il DDL Cirinnà ridefinisce il matrimonio, che diventa equiparabile ad un’unione tra persone dello stesso sesso: non più il percorso di vita di un uomo e di una donna, frutto della complementarietà sessuale e di una potenzialità generativa, ma una pratica basata sulla preferenza sessuale.

Il DDL Cirinnà, inoltre, apre le porte alla mercificazione dei bambini attraverso la pratica abominevole dell’utero in affitto: due adulti che decidono di avere un figlio, possono letteralmente fabbricarlo con utero, semi e ovuli esterni, sfruttando il corpo di altre donne all’estero e vedendosi riconosciuto quel figlio anche in Italia, in barba ad ogni razionalità del diritto.

Il DDL Cirinnà mercifica i figli, rendendoli oggetti del desiderio da fabbricare su misura; svilisce l’istituzione del matrimonio; distrugge la famiglia tradizionale e naturale; rende la procreazione e l’educazione delle opzioni acquistabili con carta di credito; delegittima il ruolo dei genitori, padre e madre, aprendo le porte alle adozioni gay e alle conseguenze che queste avrebbero sulla crescita di un bambino e sulla struttura della nostra società.

Tutto questo avviene mentre, in un paese in crisi da ogni punto di vista, il governo non riesce a garantire un assegno minimo di mille euro alle famiglie con almeno 4 figli sotto la soglia minima di povertà.

Fonte: Ufficio Stampa

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