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Nel 2015 il reddito per abitante nella Regione è salito dello 0,7% rispetto all'anno precedente

Nel 2015 il reddito per abitante in Toscana è salito a 19.704 euro (+0,7% rispetto al 2014): valore superiore tanto alla media nazionale, quanto a quella del centro Italia. Questo doppio vantaggio a livello provinciale si mantiene a Firenze (22.714 euro), Siena (20.730 euro) e Lucca (19.329 euro). Il capoluogo di regione evidenzia una certa distanza rispetto alle altre province toscane, occupando il 6° nella graduatoria delle 103 province italiane.

La spesa delle famiglie toscane per l’acquisto di beni durevoli è aumentata del +7,4%, un incremento maggiore rispetto alla media nazionale (+6,4%). La crescita dei consumi interessa gran parte dei mercati: auto nuove (+18,5%); motoveicoli (+16,1%); auto usate (+5,3%); elettrodomestici grandi e piccoli (+1,8%) e mobili (+1,2%). Una famiglia toscana ha speso in media per l’acquisto di beni durevoli 374 euro in più rispetto alla media nazionale.

Questi sono i principali risultati della ventiduesima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Toscana, presentato oggi a Firenze presso la sede di Findomestic Banca.

Gli acquisti dei beni durevoli registrano un aumento in tutte le provincie: Firenze (+7,3%); Pisa (+6,9%); Lucca (+7,3%); Livorno (+7,7%); Arezzo (+5,6%); Pistoia (+9,5%); Siena (+8,1%); Prato (+8,8%); Grosseto (+5,1%) e Massa Carrara (+7,6%). La spesa complessiva per i beni durevoli registrata in Toscana è stata pari a 4,096 milioni € (+7,4% rispetto all’anno precedente), su un totale nazionale pari a 54,580 milioni €.

I settori di spesa

 

Le province

Aumenta il reddito disponibile pro capite di tutte le provincie toscane. Il capoluogo incrementa il rendimento dei propri abitanti da 22,539 euro dello scorso anno a 22,714 euro attuali. Aumentano anche le provincie di Siena (20,730 euro);Lucca (19,329 euro); Prato (19,128euro); Pistoia (18,668 euro); Livorno (18,545 euro); Pisa (18,272 euro); Grosseto (18,014 euro); Arezzo (17,569 euro) e Massa Carrara (16,613 euro).

Complessivamente il dato della regione Toscana mostra un incremento che va da 19,558 euro a 19,704 euro, segnando una crescita del +0,7%.

Trend positivo per il mercato delle auto nuove in tutta la Regione. Firenze è protagonista di una performance brillante incrementando i suoi consumi da +3,4% dello scorso anno a +17,8%; aumenta anche la spesa complessiva che si attesta a 360 milioni di euro. Segni in crescita anche per le altre provincie del territorio: Pistoia (+22,8%); Prato (+17,4%); Massa Carrara (+17,1%); Livorno (+16,6%); Lucca (+15,8%); Siena (+15,4%); Arezzo (+13,6%); Grosseto (+12,3%); Pisa (+12%).

Il mercato delle auto usate mostra una crescita in tutto il territorio. I dati aumentano nelle provincie di: Siena (+6,9%); Pisa +6,2%) e Pistoia (+6,2%) e Grosseto (+3,7%); Livorno (+6,3%); Prato (+6,2%); Lucca (+5,8%); Arezzo (+4,6%); Massa Carrara (+4,5%) e Firenze (+4,2%).

Performance positiva anche per il mercato dei motoveicoli in tutto il territorio toscano. I dati registrano un incremento in tutte le provincie iniziando dal capoluogo che aumenta i suoi consumi dal +8,3% dello scorso anno al +13,9%.

Di seguito le altre città registrano: il +29,1% a Prato, +23% a Massa Carrara, +20,6% a Grosseto; +19,7% a Livorno; +17,3% a Pisa; +16,4% a Siena; +12,5% a Lucca; +10,4% ad Arezzo e +6,1% a Pistoia.

In crescita i dati del segmento dei mobili nella Regione: il capoluogo evidenzia un aumento dei consumi del +1,5%,Prato (+1,9%),Siena (+1,8%); Massa Carrara (+1,4%);Pisa e Grosseto raggiungo entrambe quota +1,1%;Lucca e Pistoia si attestano ugualmente a +0,9% e Arezzo e Livorno riportano allo stesso modo il dato +0,7%.

Quadro positivoper i beni del segmento degli elettrodomestici grandi e piccoli che mostrano dati positivi nella maggior parte delle provincie. Il capoluogo varia da +0,8% dello scorso anno a +2,1% attuale e Pisa che registra il +2,4%; Costanti sono i dati di: Massa Carrara (+2,1%); Livorno (1,3%), Lucca (+0,3%) Arezzo (+0,5%) e Siena (+2,7%) e Prato (+2,6%).

In calo i dati relativi ai consumi dei beni dell’elettronica di consumo: Siena si attesta al -8%; Pisa -8,5%; Grosseto

-9,2%; Massa Carrara -9,3% e Pistoia -10,8%, Prato -9,9%; Firenze -10,7%; Livorno -10,7%; Arezzo -12,6% e infine Lucca -13%.

I datidel settore dell’Information Technology si mostrano costanti a Siena e Prato che hanno destinato una spesa complessiva per il comparto di 11 milioni di euro e la città di Pisa che evidenzia un controvalore di 17 milioni di euro. In leggero calo tutte le altre provincie: Firenze (-1,4%); Grosseto (-1,6%); Livorno (-2,2%); Pistoia (-2,6%) e Massa Carrara (-4,1%); Arezzo (-4,2%) Pistoia (-4,6%).

Alcune tendenze che si riscontrano anche in Toscana

Negli ultimi 40 anni gli over “65enni” sono più che raddoppiati. Una famiglia su tre ha un anziano con necessità di assistenza giornaliera o parziale. Nel 77% dei casi ad occuparsene sono soprattutto i parenti: i figli nel 50% delle situazioni, le badanti (21%), il coniuge (16%), altri parenti (14%), oppure la casa di riposo (13%).

La spesa media mensile per nucleo famigliare dedicata all’assistenza degli anziani è di oltre 500 euro, una cifra che pesa sul budget medio famigliare. In questa economia di scambio gli anziani svolgono tuttavia anche un ruolo attivo dal momento che il 31% degli italiani over 65 dà una mano in famiglia ai figli e ai nipoti. Più in particolare il 71% si occupa dei nipoti, mentre il 31% aiuta direttamente i figli. Il loro contributo medio mensile stimato è di circa 385 euro per nucleo famigliare.

Gli anziani costituiscono quindi una preziosa risorsa: per quasi una famiglia su cinque rappresentano infatti un aiuto importante (19%). Nel 12% delle famiglie gli over 65 giocano un doppio ruolo: seppur necessitino di assistenza, svolgono una importante funzione di supporto per il nucleo, nel 19% dei casi aiutano senza aver bisogno di forme di attenzioni particolari e nel 22% dei casi hanno bisogno di “una mano”, ma non sono in grado di contraccambiare. Il contributo medio è valorizzabile in 330 euro.

Tra i supporti di cui godono gli anziani attualmente, sono senz’altro da menzionare tutti quei migranti che forniscono servizi alle persone: il 77% degli stranieri, secondo gli italiani, effettivamente ricopre ruoli di badante e di colf, seguono professioni come l’operaio edile nel 53% dei casi, il lavoratore agricolo (45%) il domestico (41%), oppure il cameriere/barista (29%). Nel centro Italia gli immigrati svolgono lavori legati all’agricoltura nel 48% dei casi, sono badanti (75%), domestici (39%) oppure operai edili nel 63% dei casi.

Il dato sorprendente della ricerca è che solo un quinto degli intervistati sa quantificare la presenza degli stranieri in Italia e ben 4/5 ne sovrastima il numero che è di 5.000.000 nel 2015, l’8% della popolazione totale. Nel 1995 erano 685.000 unità con un’incidenza sulla popolazione inferiore all’1%.

Per il 42% del campione parlare di “immigrati” evoca pensieri che spaziano nella sfera della diffidenza, mentre nel 61% fa pensare all’area positiva dell’arricchimento/risorsa e a quella delle difficoltà che i migranti incontrano nel loro inserimento e alle motivazioni che li hanno spinti alla fuga dai paesi di origine. Le principali conseguenze della loro presenza sono considerate l’emergere di una società multietnica e multiculturale, in parte meno sicura, ma che certamente fa più figli.

 

Fonte: Findomestic - Ufficio Stampa

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