Sono settimane che assistiamo alle discussioni sull'unione valdera e non possiamo che notare come le nostre perplessità, le nostre denunce, le nostre proposte erano fondate.
Oggi anche una parte del PD e degli amministratori (anche se minoritaria) è arrivata alle nostre conclusioni, ma purtroppo la miopia di molti rende cupo il futuro di gran parte della Valdera.
L'unione Valdera dopo 8 anni dalla nascita ha dimostrato non solo i suoi limiti ma di non aver svolto il suo compito. Infatti da sempre le unioni sono lo strumento per il passaggio a qualcosa, la nostra aveva l'ambizione, almeno in teoria, di ridurre i costi attraverso la razionalizzazione dei servizi e la gestione congiunta del personale. Invece l'unione Valdera è stata fino ad oggi non uno strumento di buon governo, ma un mezzo di una parte dei Sindaci per controllare e ottenere potere politico anche oltre i propri confini comunali, attraverso costose consulenze, nomine, affitti spropositati e nuove assunzioni. L'uscita di 6 dei 14 comuni fondatori rappresenta l'ennesima conferma della criticità della situazione.
Una criticità in gran parte causata dal comportamento del comune di Pontedera che pur avendo una leadership naturale su tutto il territorio della Valdera non ha saputo usare questo ruolo, in quanto come guida avrebbe dovuto essere generosa con i comuni più piccoli invece di comportarsi da padre padrone tiranno nei confronti degli altri territori.
Se poi si aggiunge che oggi l'Unione non funziona perché ha servizi in condomino, in quanto i servizi integrati dovrebbero essere gestiti totalmente dall'Unione come anche sancito dallo statuto e non in doppione da unione e comuni causando anche una responsabilità contabile che sicuramente verrà sollevata dalla corte dei conti e dalla Regione.
Capiamo come l'Unione Valdera non è un modello da seguire e imitare in Toscana ma un esperienza da chiudere o modificare considerando che da un recente sondaggio, oltre il 65% della popolazione non sa cos'è e cosa fa l'Unione Valdera.
Per questo proponiamo un percorso di conoscenza e un referendum popolare per capire cosa vuole il popolo e dove vuole andare.
Matteo Arcenni
Mattia Cei
Matteo Bagnoli
Daniela Luperini
Per
Valdera Civica
