"Questa Camera di Commercio esprime viva preoccupazione per l'annunciata riforma del sistema camerale così come delineata nella bozza di decreto legislativocircolata in questi giorni. Il Decreto dovrebbe attuare la delega contenuta nella cd. Legge "Madia" per la riforma della P.A. e viene dopo la già prevista riduzione degli enti camerali da 105 a 60 e il taglio del diritto annuale a carico delle imprese e, dunque delle risorse a disposizione delle Camere, fino alla misura del 50%.
La bozza di decreto attuativo fatta circolare prevede un taglio drastico a molte delle attuali funzioni delle Camere di Commercio:
-il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese, destinato a supportarele piccole imprese che formano il tessuto portante della struttura produttiva del Paese;
-gli interventi di promozione dei prodotti tipici e tradizionali locali con businnessmatching, fiere ed eventi;
-gli interventi in materia di alternanza scuola-lavoro;
-gli interventi di sostegno alle start up innovative a alla creazione di impresa;
-gli interventi a sostegno degli investimenti in materia di sicurezza ed innovazione, all'accesso al credito da parte delle PMI;
-il servizio fornito a imprese e a consumatori in materia di giustizia alternativa (conciliazione e arbitrato);
-il monitoraggio, lo studio e la diffusione dei dati economici dei territori.
AI predetto taglio drastico di funzioni, farebbe riscontro un altrettanto drastico taglio del personale in servizio che raggiungerà la quota del 25% per le Camere coinvolte negli accorpamenti. Per Pisa, Camera che vanta indici assolutamente virtuosi nel panorama nazionale con costi del personale inferiori al 20% dei costi correnti e interventi economici che, prima dell'avvio dei tagli ammontavano al 70% del diritto riscosso, significherebbe ulteriori tagli lineari al personale, già dimensionato in maniera corretta, grazie al blocco dei turnover e al contenimento dei costi.
II personale delle Camere di Commercio è già stato oggetto di razionalizzazioni e si distingue per competenze e qualità del servizio, come dimostrano le indagini indipendenti che annualmente vengono svolte: tagli senza motivazioni, senza strategieben definite che riallochino le funzioni altrove, apriranno un lungo periodo di agonia, tagliando servizi e portando alla dispersione di competenze di personale qualificato.
Eliminare servizi pubblici, apprezzati dalle imprese che ne fruiscono, finanziati da un Diritto annuale pagato dalle imprese stessecon poche decine di euro l'anno, per arrivare all'erogazione di servizi "Pay per use", porterà una perdita secca per le imprese più piccole, ossatura del nostro sistema economico.
Partecipare ad una fiera all'estero, avere formazione ed assistenza per partecipare ad un bando o accedere al MEPA, essere supportati nell'avvio di impresa, trovare risorse per lo start up della propria idea imprenditoriale deve essere un servizio pubblico garantito dal diritto annuale che pagano le stesse imprese destinandovi un cornetto e un cappuccino al mese, dopo i tagli del 50%. Se si vuole che diventi privato, si dovrà chiarire fin d'ora chi lo dovrà fornire e soprattutto a quali prezzi.
Apprezziamo che l'esame del decreto come circolato in questi giorni sia stato rinviato a data da destinarsi e auspichiamo che si trovino al più presto modi ed occasioni di ulteriore confronto per giungere ad una riforma che non sia punitiva o peggio ancora mediatica, ma che invece valorizzi l'ampio ventaglio di competenze e di servizi che le Camere di Commercio offrono alle imprese ed ai territori, peraltro senza gravare sul bilancio dello Stato.
La Camera di Commercio di Pisa auspica quindi, in questa fase di ripensamento, il ripristino del ruolo e la valorizzazione delle Camere di Commercio in quanto enti intermedi in grado di svolgere una funzione di cerniera tra il mondo produttivo di un territorio e gli organi istituzionali, cogliendo la sfida di interpretarne le esigenze e la voglia di sviluppo e nel contempo di riversare risorse economiche, provenienti dalle imprese, nei territori, risorse che rischiano seriamente di scomparire".
Fonte: Camera di Commercio di Pisa
