Le donne del consiglio comunale di Montemurlo ancora una volta unite contro la violenza di genere. Ad intervenire sono l'assessore, Luciana Gori e la presidente della commissione pari opportunità Chiara Steri, profondamente colpite dalla scia di sangue che in meno di quarantotto ore ha fatto tre vittime, donne uccise per gelosia, per problemi economici o familiari.
"Di fronte a queste ennesime morti così assurde non si può che provare sdegno e dolore. Oramai da tempo il Comune di Montemurlo è impegnato sul fronte della prevenzione della violenza di genere e l'appello che ci sentiamo di rinnovare a tutte le donne vittime di abusi, è quello di chiedere aiuto al primo gesto di violenza del marito, del compagno, di chi sta loro vicino.
- dicono Gori e Steri – Vogliamo ricordare che a Montemurlo è attivo un punto di ascolto anti-violenza (aperto ogni giovedì mattina dalle ore 9-11 al Centro Giovani di piazza Don Milani), gestito dall'associazione La Nara.
Un riferimento importante, gestito da operatori qualificati, dove poter chiedere consiglio, trovare protezione e accoglienza con la certezza del rispetto della privacy".
Per le consigliere di Montemurlo la violenza di genere è un problema culturale, da affrontare, non solo con la repressione degli abusi, ma soprattutto attraverso “un'educazione sentimentale”: "Nel 2015 su 411 omicidi volontari, 127 sono state le donne vittime del così detto “femminicidio”: dati allarmanti.
Un problema sociale sul quale le istituzioni nazionali si devono interrogare con forza e che, a parer nostro, richiede, per essere sconfitto, un'educazione all'affetto, fin dall'infanzia, intesa, non come possesso e e sopraffazione, ma come rapporto rispettoso e paritario tra generi diversi".
Un'educazione al rispetto dell'altro che il Comune di Montemurlo sta promuovendo attraverso il progetto europeo “Just” per la prevenzione delle discriminazioni di genere, di orientamento sessuale, di razza, di religione e sulla disabilità.
Anche nel corso dell'ultimo consiglio comunale, le donne del consiglio e della commissione pari opportunità di Montemurlo hanno fatto sentire la loro voce ed hanno distribuito ai propri colleghi un documento nel quale esprimevano solidarietà alle donne vittime di abusi nella notte di Capodanno a Colonia in Germania, compiute da uomini di varie origini, riconosciuti in prevalenza come arabi e nordafricani.
"Dopo questi fatti gravissimi si sono verificate strumentalizzazioni politiche in virtù delle quali il dovere di accoglienza nei confronti dei rifugiati è stato confuso con la tolleranza verso costumi e atteggiamenti improntati alla misoginia e al sessismo.
- si legge nel documento-Le strumentalizzazioni vanno respinte con fermezza e la politica deve uscire allo scoperto, senza rimpiattarsi all’ombra di nessun pregiudizio, nella convinzione che i diritti e le libertà delle donne sono valori non contrattabili e obiettivi da raggiungere in tutto il mondo e sotto qualunque cultura".
Fonte: Comune di Montemurlo - Ufficio Stampa
