Mai come oggi l’Europa e il progetto europeo sono a rischio: la cieca paura, la miopia politica, la xenofobia e il razzismo stanno disintegrando le conquiste del passato, a favore di un nazionalismo inefficace e dannoso.
Chiudete gli occhi per un secondo e provate ad immaginare come sarebbe se da un giorno all'altro ogni Stato chiudesse le frontiere e tornassimo alle vecchie dogane.
Schengen non è solo un trattato, non è solo il modo di disciplinare la mobilità delle persone scritto su un pezzo di carta. E non è nemmeno solo un diritto. È il nostro modo di ...vivere: è la possibilità di viaggiare, studiare, lavorare negli altri Paesi dell’Unione, la possibilità di programmare un weekend in una capitale europea o qualche mese di studio. È la possibilità dell’Erasmus, del Servizio Volontario Europeo, dei voli low cost che ti portano ovunque in Europa. È l’abbattimento simbolico di quelle frontiere che ci tenevano separati e isolati, per creare una generazione di cittadini europei (e non solo) che sanno che la diversità è un valore e l’incontro un arricchimento. È una delle conquiste più grandi della storia e metterlo in discussione significa mettere in discussione il senso stesso di essere europei.
La sospensione di Schengen e il ripristino dei controlli alle frontiere non serviranno a proteggerci dal rischio di attacco terroristico o a fermare l’onda dei migranti e dei rifugiati.
La reazione dei governi europei, mirata a trattenere l'ultimo residuo di sovranità, è indice di una visione retrograda dei problemi globali e non garantisce ala reale sicurezza dei cittadini.
Per fronteggiare il problema dell'allarme terroristico sono necessari un servizio di intelligence europea e una politica estera comune, non gli slogan semplicistici da campagna elettorale permanente!
Per la gestione dei flussi migratori è indispensabile una polizia europea a controllo delle frontiere e, soprattuto, una politica unitaria che rilanci un modello di integrazione sociale valido per tutta l'Unione e che possa tutelare gli immigrati di prima e seconda generazione.
Non possiamo tollerare che il diritto così imprescindibile ci venga sottratto. Non possiamo accettare che venga messa in discussione la nostra possibilità e la possibilità altrui di sentirsi a casa in ogni angolo di Europa. Non possiamo cedere alla paura e la razzismo. Andiamo avanti continuando il progetto europeo.
Per questo abbiamo deciso di organizzare la mobilitazione regionale #DontTouchMySchengen Sabato 6 a Firenze, con un flash mob nel centro della città. Il ritrovo è alle ore 17.00 in Piazza della Repubblica.
