L’esperienza di un concerto di Bobo Rondelli è sempre un’esperienza unica. Dopo le decine di performance assaporate negli anni, difficile da credere, ma ancora mi beo di ascoltare quest’uomo fatto di mille sfumature, una più affascinante dell’altra. Sarà che è come il vino, ma più che passa il tempo e più che lo trovo corposo, robusto, intenso, strutturato. Così Venerdì 29 gennaio 2016 alle ore 21 non potevo certo perdermi il concerto spettacolo Ciampi ve lo faccio vedere io, un concerto tutto dedicato a Piero Ciampi, artista livornese degli anni sessanta-settanta che agitò gli animi del post neorealismo italiano e contribuì a reinventare la musica d'autore. Un omaggio a un talento malinconico fuori dal tempo, che si tende ad apprezzare, forse, solo con la maturità. Un autore drammatico e profondo degno di essere ricordato. E quale location migliore per questa operazione, se non quella esclusiva e raccolta di un teatro? Così, il palco del teatro del Popolo di Castelfiorentino, ha regalato un’atmosfera speciale all’evento. Senza dubbio più intima, come il repertorio scelto per la serata in onore dell’illustre poeta maledetto, se così si può definire. Nessuna ricerca ossessiva di successo ad ogni costo. Nessun patto col diavolo pur di sfondare. Due artisti genuini e vicini al loro seguito di affezionati ascoltatori e, di sicuro, non accomunati solo dall’amore per la musica. Bobo Rondelli canta Piero Ciampi con una maestria che lo resuscita e lo fa conoscere anche a una platea di giovani che negli anni sessanta non erano neanche nati. Le luci soffuse sul palco si accordano perfettamente con la lettura essenziale data allo spettacolo. Oltre alla voce suadente di Rondelli, sul palco solo Fabio Marchiori al pianoforte e Filippo Ceccarini alla tromba. Il repertorio scelto per la serata parla soprattutto d’amore ma anche di fallimenti. Corredati però da un’immancabile bottiglia di vino in perfetto accordo con il personaggio celebrato ma anche con colui che lo celebra. Molti i brani reinterpretati da Bobo con un trasporto e una profondità che rendono onore allo spessore artistico del conterraneo in maniera unica, proprio come anticipa il titolo stesso dello spettacolo. In repertorio grandi classici ma anche scelte più coraggiose, di pezzi quasi sconosciuti, trascurati, ma che rendono forse meglio l’idea del percorso artistico di questo indimenticato cantautore. I brani più intensi a mio parare sono stati Tu no - che narra l’esasperazione dell’amata e il repentino abbandono - Io e te Maria - in cui l’amore è visto come devastante dipendenza - Lungo treno del sud - la malinconica partenza dalla persona amata - Sporca estate - amori che finiscono ma soprattutto la drammatica esperienza della separazione dai figli. E infine Sul porto di Livorno, canzone tra le preferite da Bobo Rondelli, e non solo... Insomma una selezione di brani drammatici ma anche fortemente attuali, che forse aumentano l’inquietudine che ognuno di noi si porta dentro, ma che almeno fanno sentire vivi.
Giusi Alessandra Vaccaro
Foto di Michele Sperduto
Giusi Alessandra Vaccaro