Sono passati quarantuno anni ma Empoli non dimentica il brigadiere Leonardo Falco, l'appuntato Giovanni Ceravolo e l'appuntato Arturo Rocca, uccisi i primi due e ferito in terzo dal terrorista nero Mario Tuti il 24 gennaio del 1975, durante un controllo nella sua abitazione in viale Boccaccio.
Come ogni anno la polizia ha infatti ricordato questi sacrifici o con la messa al Santuario della Modonna del Pozzo e con la deposizione di corone di alloro e fiori alle targhe a loro dedicate al commissariato di piazza Gramsci.
Falco, Ceravolo e Rocca (che rimase gravemente ferito) sono, ha ricordato il parroco durante l'omelia, delle vittime di terrorismo, così come lo sono quelle odierne. Il terrorismo, infatti, si è mutato ma non è certo finito in quegli anni.
Alla cerimonia di oggi erano presenti numerose autorità locali, tra cui l’assessore Arianna Poggi, in rappresentanza del sindaco di Empoli Brenda Barnini e della giunta comunale, e il presidente del consiglio comunale cittadino Roberto Bagnoli.
Immancabile il questore di Firenze, Raffaele Micillo, e poi tanti rappresentanti delle forze dell’ordine e della Prefettura di Firenze con il viceprefetto Nelly Ippolito, oltre ad alcuni familiari delle vittime.
Il mondo istituzionale era rappresentato dal deputato Dario Parrini. Presenti anche Francesco Zunino, dirigente del commissariato di pubblica sicurezza, il capitano Giovanni Palermo, comandante del Nucleo Operativo Radio Mobile di Empoli, il comandante di stazione carabinieri locale Giuseppe Carfora, l’ex comandante della polizia stradale di Empoli Fabrizio Vignoli, la vice comandante della polstrada empolese Paola Tarocchi, rappresentanti della guardia di finanza, della polizia penitenziaria, dei vigili del fuoco e per la Polfer era presente Giovanni Augello.
La polizia municipale dell’Unione dei Comuni Empolese era rappresentata dalla comandante della Valdelsa Annalisa Maritan. Presenti anche associazioni di ex appartenenti alle forze dell’ordine.
Era presente anche una classe dell’istituto superiore statale ‘Ferraris – Brunelleschi’ con la dirigente scolastica, professoressa Daniele Mancini.
Intanto è di pochi giorni fa la notizia che il responsabile di queste morti, Mario Tuti, (oggi in semilibertà) sarà presto protagonista di un lungometraggio di fiction del regista forlivese Alessandro Quadretti girato navigando l’Adriatico al largo della costa romagnola e all’interno di un’antica torre costiera nella baia di Gallipoli.

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