Pranzare fuori casa sta diventando una abitudine di vita soprattutto per lavoratori e studenti. In Toscana circa 600.000 persone consumano abitualmente il pranzo fuori casa in bar, tavole calde, mense, ristoranti e spesso si trovano a dover scegliere tra piatti eccessivamente calorici, poveri in vitamine e minerali, ricchi in sale e grassi. “Con il progetto 'Pranzo sano fuori casa', di cui l’azienda di Empoli è capofila – ha dichiarato Maria Giannotti, direttore dell’unità operativa complessa Igiene degli alimenti e nutrizione - la Regione Toscana intende rendere più facile il consumo di un pasto sano e bilanciato a chi mangia abitualmente fuori casa attraverso il coinvolgimento di una rete di esercenti della ristorazione che si impegnano a seguire specifiche Linee guida e ad integrare l'offerta gastronomica ordinaria con proposte alimentari e menù ispirati a tali indicazioni, creati anche usufruendo di un servizio di consulenza nutrizionale”.
“Pranzo sano fuori casa” cerca, inoltre, di rispondere all'esigenza di conciliare nella pausa pranzo gusto e salute, offrendo l'opportunità di fare scelte alimentari sane, ma gustose.
“Il gusto e il sapore sono gli ingredienti principali dei piatti - ha aggiunto la dottoressa Giannotti - Un pasto semplice e appetitoso fa stare bene e rimanere in forma. Pranzo sano vuol dire anche prendersi i giusti spazi e tempi per mangiare”.
I bar, tavole calde e ristoranti della regione Toscana che aderiscono al progetto, oltre alle loro consuete proposte culinarie, offrono ai clienti piatti, panini e insalate preparati seguendo i principi della sana alimentazione e secondo quanto previsto dalle Linee guida del progetto. Si tratta di indicazioni semplici, di facile realizzazione, fra l’altro, spesso già attuate da una parte degli esercizi ad esempio: garantire la presenza di frutta e verdura rispettando il criterio della stagionalità possibile della filiera corta; utilizzare preferibilmente produzioni locali; dare la possibilità di consumare l’acqua di acquedotto; cucinare utilizzando ricette semplici, preferendo piatti locali e tradizionali; utilizzare nella preparazione sale iodato, in piccola quantità, e olio extra vergine di oliva; preparare piatti privi di condimenti, mettendo a disposizione dei clienti sale iodato e olio extravergine di oliva; fornire pane di tipo toscano non salato, meglio se integrale o semintegrale; preferire l’utilizzo di prodotti freschi rispetto a quelli conservati; inserire fra i dessert dolci da forno semplici, senza farcitura, gelati e sorbetti e offrire sempre la possibilità di scegliere frutta fresca di stagione e spremute di frutta al naturale.
“La creazione di piatti o panini sani, caratterizzati dall’attenzione ai sapori, al gusto, ai colori e agli abbinamenti - ha proseguito Giannotti - rappresenta un momento di espressione della creatività e della competenza dell’esercente e, quindi, un valore aggiunto per l’attività commerciale. I consumatori sono sempre più attenti alla salubrità dei cibi e l’esercente può fare dell’adesione al progetto un motivo di attrattività e di vantaggio”.
Gli esercizi di ristorazione che partecipano al progetto sono inserite nel sito www.pranzosanofuoricasa.it e attraverso la georeferenziazione, e in un prossimo futuro l'App “Appranzosano”, possono essere facilmente individuabili e raggiungibili dai clienti. Nel sito ogni esercizio ha a disposizione uno spazio dove può inserire oltre ai recapiti, una descrizione dell'attività, foto, ricette, eventi, e via discorrendo, in linea con il progetto.
Per avere maggiori informazioni e per aderire al progetto basta accedere al sito nella parte riservata alle imprese e seguire le relative istruzioni.
I cittadini potranno, invece, accedere alla parte riservata ai consumatori e trovare sulla mappa i locali che aderiscono a “Pranzo sano fuori casa”.
Fonte: Ufficio Stampa - Usl 11 Toscana
