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Il Montalbano si sveglia più bianco, analisi di un evento imprevedibile

Nemmeno 24 ore fa, con le nostre previsioni a medio termine, paventavamo una iniziale fase fredda secca sulla nostra regione a cui sarebbe seguita solo in un secondo tempo una più umida ed instabile.

Eppure chi stamani si è svegliato di buon'ora per una gita in bici o una lunga e corroborante corsa lungo i crinali del Montalbano, si è ritrovato a calpestare la neve; cosa è successo ma soprattutto perchè un simile contesto non veniva segnalato da alcun modello neppure a corto raggio?

Andiamo alla sorgente dell'evento con l'immagine che il satellite termico europeo ha registrato tra le 6 e le 7 di stamani, quando da ore si era ormai formato un piccolo minimo barico sul Mar Ligure, destinato a scivolare verso la Corsica, creatosi grazie ad uno " sbuffo " di aria fredda entrata dal Nord-Ovest della nostra penisola. Un contesto che è maturato con l'entrata sicuramente più meridiana, quindi settentrionale dell'aria artica in discesa verso sud e che a contatto con il " mite" per il periodo Mar Ligure, ha "sfornato" quel piccolo nucleo depressionario che già al tramonto di ieri sera colorava di un grigio scuro l'orizzonte verso cui il sole timidamente andava tramontando.

Quel che poi è accaduto è storia recente, come dimostra il radar delle precipitazioni, con la formazione di deboli fenomeni in estensione da Nord-Est (dove proviene concretamente l'aria più fredda) in estensione dall'Appenino Orientale fino al Montalbano, dove si creava la convergenza con l'aria più umida ed instabile proveniente dal mare.

E le precipitazioni in concreto dove si sono registrate?

Tutte aldilà dei crinali del Montalbano, con la catena collinare a fare da blocco verso di noi, condensando nella conca tra Prato e Firenze i debolissimi accumuli che si sono rivelati nevosi appunto fino ai 400-500 metri di quota.

Come vedete è bastato davvero poco per creare un simpatico ed inaspettato evento meteorologico vicino al portone di casa. Ricordandoci caso mai ce ne fosse bisogno che per quanto noi possiamo misurare, simulare, elaborare dati, non potremo mai avere il "termometro" esatto della situazione, in barba a chi continua ogni giorno a credere di poter prevedere con estrema precisione, attraverso APP o diavolerie simili, eventi e situazioni nevose imprevedibili, specie in una zona dai mille microclimi come la nostra.

Baldacci Gordon

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