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Banca Etruria, camere arbitrali all'opera. Da accertare se c'è stata trasparenza nella vendita delle obbligazioni

La manifestazione a Roma dei risparmiatori di Banca Etruria (foto gonews.it)

Va avanti la questione di Banca Etruria, tra la rabbia dei risparmiatori che si considerano truffati e privati di quelli che erano i propri soldi e il ruolo di organi appositi che dovranno far chiarezza su quanto accaduto. Intanto c'è chi, come Federconsumatori, ha più di una perplessità proprio sull'arbitrato.

Le camere arbitrali infatti avranno il compito di accertare se chi ha venduto ai risparmiatori delle quattro banche le obbligazioni subordinate ha rispettato gli obblighi previsti dalle norme sulla trasparenza e correttezza in materia finanziaria.

Lo prevede la bozza del decreto sulle procedure di arbitrato. E' estesa al collegio anche la facoltà di accertare "ogni altro fatto rilevante per la determinazione della prestazione e la corresponsione dell'indennizzo".

Intanto sulla questione interviene appunto anche Federcosumatori. "L'arbitrato non va bene, temiamo che siano introdotte delle griglie destinate a determinare delle ingiustizie".

Secondo Fulvio Farnesi, presidente della sezione Toscana dell'associazione è necessario inoltre "Mettere in campo più soluzioni, si possono trovare risorse che non figurino come aiuti di Stato".

Malumore e contestazioni nei confronti degli esponenti politici, in particolare del Pd, stasera all'assemblea degli ex obbligazionisti di Banca Etruria organizzata ad Arezzo da Federconsumatori che aveva invitato anche i parlamentari toscani.

"Vergogna" è stato più volte ripetuto dalla platea all'indirizzo del dem Marco Donati mentre l'intervento della senatrice Donella Mattesini è stato interrotto più volte nonostante la parlamentare aretina si sia dichiarata pronta a impegnarsi per far aumentare l'attuale fondo di 100 milioni per i risarcimenti. Erano presenti anche Chiara Gagnarli, Alessio Villarosa, Dino Alberti e Gianni Girotto del M5s, Maurizio Bianconi, Conservatori e Riformisti, Marco Baldassarre, ex M5s. Ha preso la parola, oltre Donati e Mattesini, solo Villarosa.

"Non ci siamo proprio. Queste ipotesi di regolamento dell'arbitrato stanno dentro una cifra, 100 milioni, completamente insufficiente e quindi risultano inevitabilmente restrittivi". È questo il commento del presidente provinciale e membro dell'ufficio regionale di Federconsumatori Toscana, Pietro Ferrari, dopo aver appreso il contenuto della bozza di decreto diffuso dall'ANSA. "Se il Governo dice 'chi è stato truffato sarà risarcito', allora con questi criteri non sarà così. Con questo regolamento chi è stato truffato non avrà i suoi soldi indietro", conclude Ferrari.

"I nostri risparmi sono diventati all'improvviso cenere e la beffa sta nel fatto che non sappiano contro chi fare un'azione di responsabilità". Di fronte ad una platea gremita di ex obbligazionisti di Banca Etruria, sotto lo slogan 'Derubati ma non rassegnati', il presidente provinciale di Federconsumatori Pietro Ferrari ha riassunto così la situazione dei risparmiatori coinvolti nella vicenda delle quattro banche "salvate" da un decreto del Governo. Federconsumatori in Toscana, a cui si sono rivolti 1800 ex obbligazionisti (1200 solo nell'Aretino), ha indetto oggi una nuova assemblea ad Arezzo, per ribadire quanto già sostenuto in una lettera indirizzata ieri ai parlamentari toscani: criteri troppo rigidi genereranno iniquità, e 100 milioni non basteranno a risarcire il danno. All'assemblea, malumore e contestazioni nei confronti degli esponenti politici, in particolare del Pd. Lunedì l'associazione comincerà ad incontrare singolarmente i risparmiatori per informarli e fotografare la loro situazione.

 

Gianni Capuano

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