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Difesa del suolo, acqua e costa: approvata la legge di riordino e interventi di somma urgenza

La complessa e delicata fase della riforma istituzionale, che porta la Regione ad assorbire molte delle competenze delle ex Province, passa anche attraverso la legge su “Difesa del suolo, tutela delle risorse idriche, della costa e degli abitati costieri” che il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, contrarie le opposizioni. L’articolato, come ha illustrato in Aula il presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli (Pd), specifica competenze regionali in merito a pianificazione, programmazione, indirizzo e controllo, individua esigenze di salvaguardia, recupero e ripristino della fascia costiera e sicurezza delle popolazioni. Previsto anche un documento operativo per la difesa del suolo (da approvare entro il 31 gennaio di ogni anno) per definire le opere, anche idrauliche, per le quali la Regione intende avvalersi dei consorzi di bonifica.

Una legge che, inserita nel pacchetto di riordino delle funzioni, è stata definita dall’assessore Vittorio Bugli “tra gli atti più significativi della legislatura e conclusivo di un tema prioritario per la Regione”. “Ci riprendiamo un settore che è vitale per tutti i territori” ha detto ringraziando la commissione e il Consiglio per il lavoro svolto e chiedendo ulteriore “partecipazione e stimolo”. “Vorrei che lo spirito di collaborazione continuasse anche attraverso proposte, idee e verifiche” ha detto.

“La riforma delle competenze provinciali è una grande sfida” ha affermato il capogruppo M5S Giacomo Giannarelli illustrando tre ordini del giorno collegati (due dei quali approvati a maggioranza e uno ritirato in sede di dibattito). Il voto contrario espresso sulla legge è stato motivato per “l’ambiguità dei consorzi di bonifica: sembrano solo stazioni appaltanti. Non si capisce cosa succederà e se ci saranno nuovi affidamenti”.

Per Elisa Montemagni (vicepresidente Lega) l’articolato sembra un “palliativo” mentre Tommaso Fattori (capogruppo Sì) ha stigmatizzato i “tempi strettissimi di lavoro. Non si può portare in commissione a dicembre una legge che entra in vigore a gennaio”.

Gli ordini del giorno del Movimento 5 Stelle che hanno riscosso il voto favorevole della maggioranza dell’Aula impegnano, tra l'altro, la Giunta a “relazionare annualmente alla commissione competente il risultato del monitoraggio idrogeologico e idraulico previsto”. Il Consiglio ha infine approvato, sempre a maggioranza, anche l’ordine del giorno, primo firmatario Stefano Baccelli, che impegna l’esecutivo di Rossi a “valutare, superata una prima fase di applicazione della legge, una riorganizzazione complessiva della normativa del settore per promuovere uniformità nei modelli di gestione degli interventi”.

Un elenco stilato su base territoriale per selezionare gli operatori economici idonei all’acquisizione di lavori pubblici in circostanze di somma urgenza. Questo uno dei punti più significativi della legge approvata a maggioranza dal Consiglio regionale della Toscana. L’articolato, su cui le opposizioni hanno espresso voto contrario, modifica la legge 38 del 13 luglio 2007 (Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro) ed è necessario visto il passaggio (previsto con legge 22/2015, articoli 2 e 8) delle funzioni alla Regione.

“Le modalità di acquisizione dei lavori pubblici in circostanze particolari – ha osservato il presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli nel corso dell’illustrazione in Aula – sono più trasparenti. Viene, ad esempio, attribuito alle amministrazioni pubbliche la facoltà di adottare un elenco, stilato su base territoriale, per la scelta delle imprese. Una soluzione equilibrata tra l’esigenza di massima celerità nell’individuare gli operatori economici idonei a svolgere tali lavori in somma urgenza e la necessità di garantire una corretta e riscontrabile selezione”. “Inoltre – ha continuato il presidente - la caratteristica territoriale dell’elenco conferma l’impegno e l’attenzione della Regione nei confronti delle imprese locali, le più adatte quanto a conoscenza dei luoghi e prossimità alle situazioni critiche nell’assolvere le relative attività”. L’utilizzo dell’elenco, si legge nel testo, sarà alternativo alle ordinarie modalità di selezione degli operatori stabilite dalla normativa nazionale. La legge individua inoltre le modalità organizzative delle procedure di somma urgenza, ossia le diverse fasi procedurali per l’acquisizione dei lavori e la ripartizione delle competenze, e il sistema dei controlli che potranno avvenire, data la natura di estrema urgenza degli affidamenti, solo nella fase successiva.

Il presidente del gruppo Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Giacomo Giannarelli, ha ricordato che in commissione si era cercato di inserire nell’elenco un “ordine di priorità delle aziende. Il nostro auspicio è che in futuro vengano introdotti specifici requisiti anche per rispondere ad una doverosa esigenza di trasparenza”. Giannarelli, anche a seguito dell’intervento dell’assessore alle Riforme Vittorio Bugli, ha ritirato l’ordine del giorno collegato alla proposta di legge. Nel dispositivo si chiedeva infatti alla Giunta di adottare un protocollo d’intesa con Anac (Autorità nazionale anticorruzione) e un impegno per una verifica trimestrale degli affidamenti in somma urgenza. “La Regione – ha spiegato Bugli – ha già attivo un protocollo con Anac, sottoscritto peraltro anche dalla Direzione investigativa antimafia, che dà origine ad un osservatorio sui lavori”. Un “punto di riferimento da cui partono tutte le attività investigative” che ha superato il documento di Giannarelli e il cui contenuto è “tema che può essere discusso e approfondito in commissione” ha rilevato Baccelli. “Credo che una serie di accordi su base locale sia la scelta migliore per trovare un punto di equilibrio tra rigore ed urgenza” ha spiegato il presidente della commissione. In linea per una futura analisi di merito anche il capogruppo del Pd Leonardo Marras: “Dal punto di vista delle azioni e della messa in campo di strumenti avanzati per pervenire e combattere ogni infiltrazione, la Regione Toscana è all’avanguardia”. “Siamo comunque convinti che questo non ci rende immuni ma non criminalizziamo la somma urgenza” ha precisato rilevando che l’atteggiamento migliore da tenere è quello di “estrema vigilanza senza mai abbassare la guardia”.

Per il capogruppo Sì – Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, è necessario “lavorare per una definizione degli elenchi che non possono essere, per legge, obbligatori” mentre per il vicepresidente della Lega, Elisa Montemagni, la “possibilità di utilizzarli o non tenerne di conto e le criticità riscontrate nel controllo, non permettono un voto favorevole”. Da Gabriele Bianchi (M5S) è arrivato un appello a “mantenere alta l’attenzione in tema di affidamenti” mentre per Roberto Salvini (Lega) “ogni opera deve essere garantita” anche attraverso “specifiche scadenze in termini di controllo e verifica. Sono interventi fatti con soldi pubblici, il lavoro deve essere fatto bene”.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio stampa

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