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Sanità, il comitato refendario indignato "per il no all'accesso al consiglio regionale"

Indignazione perché "per ordine del presidente del Consiglio toscano Giani, ieri non è stato permesso l'ingresso nel palazzo della Regione alla delegazione del comitato referendario che era stata da tempo annunciata. La delegazione ha sempre dato prova di assoluto rispetto dell'istituzione Regione, anche in un momento difficile come quello del 4 novembre 2015, data in cui non volevano che depositassimo le firme per il referendum". Lo afferma il comitato promotore del referendum abrogativo della riforma della sanità, in merito alla manifestazione svolta ieri davanti alla sede dell'Assemblea toscana.

"Ieri nessuno è stato fatto entrare - prosegue il comitato in una nota -, neppure a chi era in possesso del pass ritirato in portineria. E' bastato che tentassimo di entrare nel palazzo, superando la barriera delle forze dell'ordine senza violenza alcuna, per essere bloccati, respinti e colpiti come se fossimo pericolosi criminali. Almeno due dei nostri delegati hanno subito traumi e uno è stato portato in pronto soccorso".

Per il comitato è "un obbligo morale denunciare l'accaduto perché, la delegazione sarebbe stata ospitata nelle aule delle riunioni dei partiti con i quali si era concordato l'accesso e li avrebbe atteso di essere ricevuta dal presidente Giani, come da accordi prestabiliti. Inoltre, nulla impediva al Giani, anche tramite i suoi uffici, di comunicarci per tempo il divieto di accesso dell'intera delegazione, magari informando i partiti di opposizione in merito".

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