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Riforma sanitaria, Fabbrica Comune sostiene il referendum abrogativo

 

Esprimiamo solidarietà ai manifestanti del comitato promotore del referendum abrogativo della legge regionale 28/2015.

Nella giornata in cui è in atto lo sciopero del personale medico (oggi, 16 dicembre), per denunciare l'insostenibile situazione determinata dai tagli alla sanità previsti dalla legge di stabilità a livello nazionale, vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai manifestanti che nel pomeriggio di martedì 14 dicembre si sono riuniti in piazza San Marco, a Firenze, per chiedere che venga indetto al più presto il referendum abrogativo della legge regionale 28/2015, entrata in vigore lo scorso marzo. La legge, tra le altre cose, prevede la riduzione delle attuali ASL a sole tre macro ASL (Toscana centro, Toscana nord-ovest e Toscana sud-est), allontanando i servizi dai cittadini, e comporta una riduzione pesante del personale. Senza adeguati finanziamenti, non è possibile garantire un servizio efficace ai cittadini. Tutte queste misure indeboliscono il servizio pubblico e inducono (chi può permetterselo) a scegliere il servizio privato.

È per questo motivo che, in tempi rapidissimi, in Toscana sono state raccolte le firme di 55.614 cittadini, ben oltre le 40.000 necessarie per indire un referendum abrogativo regionale. Tuttavia la giunta regionale sta cercando in tutti i modi di ostacolare l'iter referendario, tra cui approvare un nuovo testo che avrebbe di fatto reso inutili tutte le firme raccolte. Per questo motivo, martedì scorso centinaia di manifestanti provenienti da tutta la Toscana sono giunti in corteo di fronte al palazzo della regione, in via Cavour, durante la seduta del consiglio. Si trattava di operatori della sanità, sindaci preoccupati per la futura eliminazione di un presidio sanitario, comitati promotori del referendum, rappresentanti politici e semplici cittadini. Civilmente la protesta davanti al palazzo manifestava il proprio dissenso facendo intervenire molti soggetti presenti e chiedeva che una rappresentanza del comitato venisse ricevuta dal Consiglio Regionale.

Quando si è saputo che ad alcuni cittadini era stato impedito l'accesso alla sala del Consiglio, come invece è previsto legalmente, la protesta in strada è aumentata di intensità fino a cercare di entrare comunque dentro il palazzo della Regione. E' stato allora che il plotone di carabinieri è intervenuto con violenza, minacciando con i manganelli e spingendo con forza, fino a far cadere a terra alcuni che sono stati anche inseguiti per qualche decina di metri e addirittura producendo a uno degli organizzatori, Lino, una ferita lacero contusa profonda alla gamba sinistra. Calmatasi la protesta, dopo pochi minuti il plotone dei carabinieri è stato sostituito da un reparto di Polizia. Non è così che si dà voce alle legittime proteste dei cittadini

Fabrica Comune per la Sinistra

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