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Natale e commercio, presi d'assalto i centri storici: la rivincita dei 'piccoli'

Enzo Nigi

"Sarà la paura per gli attentati terroristici dello scorso 13 Novembre in Francia, che ha spinto molti a rinunciare ai tradizionali viaggi natalizi verso mete esotiche, capitali europee o assai più semplicemente, Outlet e centri commerciali.

Sarà che quest’anno dopo 7 anni di crisi nera e nerissima, abbiamo, per la prima volta, anche se con un
po’ di fatica, accarezzato l’idea della ripresa economica del paese.

Sarà infine che si cominciano ad intravedere i primi risultati di politiche di promozione e vitalizzazione dei
nostri centri storici, ma quest’anno sembrerebbe davvero quello della rivincita del commercio tradizionale rispetto alle grandi cattedrali del consumo.

Ebbene si, possiamo dirlo, dopo anni in cui sembrava che le piccole attività tradizionali segnassero il
passo rispetto ai colossi della Grande Distribuzione organizzata, seguendo un copione già visto e rivisto
nella gran parte delle economie capitalistiche più avanzate, i primi giorni di questo incredibile Dicembre 2015 sembrano segnare una certa inversione di tendenza.

Si riempiono, come non avveniva da decenni, i centri storici ed urbani tradizionali, si affollano le piste di pattinaggio e i villaggi di Babbo Natale allestiti per l’occasione.

Famiglie, utenti e consumatori sembrano finalmente trovare un modo nuovo di stare insieme,
prescindendo dall’alienazione dello shopping compulsivo.

Anche le vendite all’interno delle nostre attività commerciali, che negli ultimi anni si erano basate più sui saldi di inizio anno che sulle festività natalizie, fanno finalmente registrare alcuni segnali positivi, anche nei settori, quelli del dettaglio moda, che negli ultimi anni avevano fatto registrare le maggiori difficoltà.

E’ come se le nostre attività, per far ricorso ad una parafrasi calcistica, avessero fatto una sorta di
catenaccio negli ultimi, lunghissimi anni della crisi, si fossero difese con le unghie e con i denti per poi
trovare, incredibilmente, in zona Cesarini, la forza per “ripartire” e “insaccare” a tempo praticamente
scaduto.

Nella vita però, come nel calcio, più che a vincere la singola battaglia bisogna pensare a vincere la
guerra.

I grandi allenatori, quando vincono un match di cartello dicono sempre la stessa cosa, (tanto da rendere solitamente noiose le interviste del dopo gara..): “Non abbiamo fatto ancora niente, bisogna concentrarci sul prossimo obbiettivo”. Ecco, anche noi ancora non abbiamo fatto niente.

Dobbiamo anzi concentrarci sulle cose che, assieme ai centri commerciali naturali ed alle Amministrazione Comunali del territorio, vorremmo mettere in campo nel 2016, già a partire dalla prima scadenza (commerciale) importante dell’anno che verrà, quella dell’inizio dei Saldi invernali ( 5 Gennaio).

Fonte: Ufficio Stampa Confesercenti Firenze

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