È la Compagnia della Rancia ad aver sancito, il 10 dicembre, un nuovo tutto esaurito per il teatro Excelsior di Empoli con uno dei titoli storici del teatro, il musical Cabaret. Un grande classico, acuto e divertente, se pur non privo di una delle vene più amare della storia dello spettacolo.
Ambientata nella Berlino prenazista, la storia narrata è quella dell’amore nato tra il giovane scrittore americano Cliff Bradshaw (Mauro Simone) in cerca di ispirazione in giro per l’Europa e dell’esuberante show girl Sally Bowles (Giulia Ottonello), subrette di punta del trasgressivo locale notturno Kit Kat Klub.
I due ragazzi, se pur diversi per temperamento e aspirazioni, trovano l’uno nell’altro un supporto, una spalla, tanto che da semplici amici finiscono ben presto per condividere la stessa stanza nella casa dell’affittacamere Fräulein Schneider (Altea Russo) e infine per innamorarsi. La loro storia si intreccia con quella di molti altri personaggi. Dal ricco signor Herr Schultz (Michele Renzullo), fruttivendolo ebreo innamorato della padrona di casa, alla focosa prostituta Fräulein Kost (Valentina Gullace), a Ernst (Alessandro di Giulio), giovane amico nazista della coppia.
Tra tutti i personaggi senza dubbio però spicca l’eclettico Maestro di Cerimonie (Giampiero Ingrassia), che vestito di un frac zingaresco impreziosito da un look dark gotico, condisce con incredibile ignavia il suo operato, osservando con distacco le vicende che si susseguono sul palco e la drammatica ascesa del nazismo.
Nel Kit Kat Klub si intrattengono infatti le nuove leve del partito, responsabili della tragica fine di tutti i protagonisti, nessun escluso, sull’onda dell’ignoranza e dell’intolleranza in cui verte tutta una società corrotta e ignorante. La stessa che porterà ad anni di grandi nefandezze planetarie.
Ottima la regia di Saverio Marconi anche se devo ammettere che la traduzione di canzoni storicamente legate a questo capolavoro non mi ha entusiasmata. Così come non ho affatto compreso la scelta di eliminare ogni traccia di ambiguità sessuale dal personaggio di punta della storia, snaturando di conseguenza anche lo stesso locale in cui è ambientata la vicenda ed il suo finale.
Eccezionale performance quella di Giampiero Ingrassia, un pilastro del teatro italiano, perfetto in qualsiasi ruolo e bravissimo in ogni suo numero. Convincente anche Giulia Ottonello, che incarna una Sally Bowles ironica più che sensuale. La protagonista, vincitrice ormai anni orsono di un famoso talent, non ha tradito le aspettative del pubblico, ricoprendo nell’ultimo decennio molteplici ruoli in famosissime produzioni.
Il resto del cast risulta invece al quanto sottotono. A partire dal corpo di ballo per arrivare alla recitazione che in alcune parti risulta un po' faticosa da seguire, priva del giusto ritmo che per fortuna, invece, è conservato nei pezzi cantati.
Nel complesso, comunque, uno spettacolo da vedere.
Giusi Alessandra Vaccaro
