Assistiamo all’ennesima chiusura - con tanto di macchine demolitrici - di un’eccellenza industriale toscana, in questo caso fiorentina, la Seves, azienda produttrice di vetro-mattone, acquisita alcuni anni fa da un gruppo industriale della Repubblica Ceca, che dal 2009 in poi ha spostato la produzione in patria, lasciando a casa progressivamente centinaia di lavoratori toscani.
Ma questa volta, se possibile, la situazione è ancora più grave: solo a giugno il Sindaco Nardella si profondeva nell’alimentare speranze, evidentemente false, di un ipotetico trasferimento dello stabilimento di via Reginaldo Giuliani in altro sito fiorentino o nelle immediate vicinanze della città.
E’ durissimo l’attacco del Portavoce dell’Opposizione in Consiglio regionale della Toscana, Claudio Borghi Aquilini (Lega Nord): “Quando un’Istituzione come il Comune di Firenze - a fronte di un totale disinteresse mostrato invece, più onestamente, da Regione Toscana - si assume la responsabilità di promettere una nuova Seves che avrebbe mantenuto produzione, occupazione e territorialità, deve risponderne politicamente nel momento in cui, sei mesi dopo, la realtà è una ruspa che demolisce la fabbrica, con decine di persone a casa per sempre.” In un quadro già difficile, anche Cassa di Risparmio di Firenze, del gruppo Intesa Sanpaolo, ha avuto il proprio ruolo negativo, non concedendo il credito necessario per la riapertura dell’attività.
“La nostra economia è stata mandata al macero - prosegue il Consigliere regionale - ma illudere le persone senza avere elementi sufficienti per fare promesse o, peggio, operando in mala fede per tenere calmi gli animi e mettere di fronte al fatto compiuto quando non è più possibile rimediare, è la beffa dopo il danno. La presa in giro - conclude Claudio Borghi - non è accettabile: presenteremo quanto prima un’interrogazione in Regione e chiederemo conto a Comune di Firenze e Governo di tutta la vicenda. Con la promessa che quando l’opposizione diventerà maggioranza nel Paese, le banche torneranno a fare le banche e lo Stato tornerà ad occuparsi meno dello spread e più delle nostre imprese”
Fonte: Gruppo Lega Nord - Toscana Consiglio Regionale
