Una gestione caratterizzata dal rigore con l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio con il piano di risanamento triennale 2014-2016 per il Maggio Musicale Fiorentino. Questa la linea adottata da Francesco Bianchi commissario straordinario della Fondazione Maggio Musicale Fiorentino dal 1° febbraio 2013 e sovrintendente della Fondazione del teatro dal 28 luglio 2014. Bianchi è stato ascoltato questa mattina in commissione Sviluppo economico e rurale, cultura, istruzione, formazione presieduta da Gianni Anselmi (Pd) per acquisire informazioni sia sulla situazione generale del teatro che sulla condizione dei lavoratori e in particolare dei tersicori licenziati, al centro di due mozioni presentate dai gruppi M5S e Sì Toscana a sinistra.
“L’audizione – ha detto il presidente Anselmi – è servita per fare il quadro sul Maggio, non limitandosi al tema delle mozioni. Credo che non ci sia attività che non debba fare i conti con la finitezza delle risorse”.
Le due mozioni che saranno unificate riguardano la tutela dei lavoratori e il licenziamento di tre tersicori al Maggio Musicale Fiorentino.
Nell’atto del M5S si impegna la Giunta ad attivarsi nei confronti della direzione del Maggio con l’obiettivo di conservare tutti i posti di lavoro, annullando le procedure di licenziamento collettivo, valutando il reintegro delle persone licenziate, attivando un tavolo di confronto e trattativa con i dipendenti. “Mi domandavo – ha detto la vicepresidente della commissione Irene Galletti (M5S)– se in ristrettezze economiche, paletti e contrazione dell’attività artistica, non sarebbe il caso di rivedere anche l’inquadramento delle figure apicali, mettendo le figure amministrative al servizio dell’arte”.
Il sovrintendente Bianchi ha ribadito che il Maggio “vive di programmazione artistica a lungo termine”, in cui “non c’è più spazio né per figuranti né per mimi”, ma che “non c’è stata contrazione dell’attività artistica, le alzate di sipario – ha detto – da 158 del 2012 sono passate a 231 di quest’anno. Il ricavo dai biglietti è salito da un milione e 800 mila euro del 2012 a 4 milioni nel 2015 e la direzione del Maggio tutta compresa costa meno di tutte le fondazioni liriche di pari livello”.
Nella mozione del gruppo Sì come spiegato dal capogruppo Tommaso Fattori si chiede alla Giunta di farsi promotrice nei confronti della Sovrintendenza della Fondazione affinché sia ritirato il provvedimento di licenziamento individuale di tre tersicorei del Maggio Musicale Fiorentino per garantire loro il periodo di contributi necessari per il requisito pensionistico. “Auspico – ha detto Fattori – una soluzione positiva per i tre tersicorei licenziati”.
Bianchi ha parlato del piano di rilancio della Fondazione “siamo passati dalla liquidazione coatta, che si prospettava solo due anni fa, al piano di risanamento e alla razionalizzazione delle risorse”. Il sovrintendente ha ripercorso la cronaca dell’accompagnamento in uscita dei tersicorei, una volta stabilito di non poter ricostituire il corpo di ballo, della contrattazione individuale e degli incentivi all’esodo per 15 di loro. Marco Stella (Forza Italia), dichiarandosi “tifoso di Bianchi” e del “Maggio Fiorentino”, ha detto “non mi stupisce il fatto che chi risana il debito del Maggio guadagni 190 mila euro l’anno, mi stupisce il fatto che li abbia guadagnati fino ad oggi chi ha causato il deficit”.
“Crediamo – ha detto il consigliere regionale Jacopo Alberti (Lega Nord) – nel risanamento del Maggio”. Alberti ha chiesto precisazioni sul licenziamento dei tre tersicorei e se ancora abbiano “la possibilità di accettare le ultime proposte fatte”.
“I tre tersicorei chiedono – ha concluso Bianchi – il mantenimento del lavoro a tempo indeterminato come tersicorei e non come figuranti oppure per tre anni più tre anni fino alla pensione, rispettivamente nel 2019, 2024 e 2026”. “Si tratta – ha concluso Bianchi – di mantenere i conti in ordine per evitare la liquidazione coatta con 310 persone a casa”.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana
