"Solo pochi ritagli di stampa locale e un accorato intervento degli Amici di Pisa documentano un ulteriore episodio di trascuratezza delle istituzioni pisane verso la cultura.
Alla mancata piena valorizzazione di un gioiello come il Museo di San Matteo, alla carenza di percorsi culturali adeguati a una città con la storia e i monumenti di Pisa (per non parlare della vergognosa situazione del Tumulo Etrusco venuta da poco agli onori della cronaca), si aggiunge in questi giorni la fine annunciata di una istituzione culturale di primo piano.
Con tutta probabilità a fine anno la Biblioteca Provinciale di Pisa cesserà la sua attività, caratterizzata da un amplissimo orario di apertura e da una professionalità di tutto rispetto per l’accoglienza del pubblico.
E non è solo questo che verrà a mancare, come rilevano quotidianamente studenti, cittadini e operatori culturali nella pagina Facebook #iostoconlabiblio: la biblioteca infatti offre un servizio di documentazione amministrativa e giuridica praticamente unico nel panorama pisano, grazie alle sue raccolte di quotidiani (in carta e in microfiche) e alle sue vaste risorse librarie e documentali nel campo del diritto, della sociologia, dell’economia locale.
La Biblioteca ha avuto anche un ruolo di primo piano nella costituzione della rete Bibliolandia, ed è da anni un vero e proprio “caso di eccellenza” per i servizi di prestito e di prestito interbibliotecario.
Con l’approvazione della riforma Del Rio la cultura non rientra più tra le competenze delle province, ma non è ben chiaro chi debba ereditarle. Il Comune e la Regione sembrano disinteressati. L’Università si fa carico del personale, ma a un mese dalla probabile chiusura non si ha notizia di progetti e di idee concrete per una soluzione riguardante il patrimonio bibliografico e i servizi degna del sistema bibliotecario pisano.
Ora che la frittata purtroppo è praticamente fatta, compaiono dichiarazioni di solidarietà di politici locali, che si potrebbero ottimisticamente definire un po’ di circostanza, data la stretta correlazione di questi politici col partito che amministra il Comune e la Regione, che sono i grandi assenti in questa vicenda.
E, ci si passi l’immagine, sembrano piuttosto compianti di rito, di quelli che si fanno a funerale annunciato.
La Presidente regionale dell’Associazione Italiana Biblioteche sulla stampa locale ha sollecitato una riconsiderazione del progetto “Officine di Porta Garibaldi” in via Gioberti, con la sinergia delle istituzioni culturali e politiche pisane. Ma non ha avuto risposte, né si è intravista alcuna manifestazione di interesse verso questa prospettiva, se non altro per verificarne fattibilità e costi".
Nella capitale della cultura (bocciata) le priorità sono altre, evidentemente.
NCD Pisa
