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Pianificazione urbanistica commerciale: la Corte Costituzionale dà ragione alla Toscana. Soddisfatta Confcommercio

La sede della Corte Costituzionale a Roma

La sentenza con la quale la Corte Costituzionale si è pronunciata in merito agli articoli 25, 26 e 27 della Legge Regionale n. 65/2014 dà ragione alla Regione Toscana sulla nuova normativa urbanistica commerciale  che regola tra l’altro gli insediamenti delle grandi e medie strutture di vendita.

Franco Marinoni, direttore generale Confcommercio Toscana si dice soddisfatto per quella che definisce “una vittoria del buon senso”.

“Si – commenta Marinoni – perché la normativa urbanistica regionale non si pone certo in contrasto con le norme nazionali di liberalizzazione, piuttosto mira a tutelare il territorio dal punto di vista ambientale e paesaggistico”.

“Con la proposta di legge del novembre 2014, Norme sul Governo del Territorio, il Consiglio regionale – per altro con un accordo bipartisan  - aveva scelto di  adeguare il principio dipianificazione urbanistica commerciale a una politica di valorizzazione territoriale più incisiva sul fronte della sostenibilità del paesaggio” ricorda Marinoni.

“Poi, a gennaio 2015, l’Avvocatura dello Stato aveva sollevato questioni di legittimità costituzionale alla Legge Regionale, che si sarebbe posta in contrasto con le norme nazionali di liberalizzazione commerciale e di tutela della concorrenza. Secondo il ricorso presentato, la Regione Toscana avrebbe di fatto tutelato gli esercizi di vicinato con strumenti non conformi al diritto dell’Unione Europea”.

Dando prova di buon senso la Corte ha accolto la difesa della Regione Toscana. Le Norme in questione hanno infatti l’obiettivo di evitare il consumo di nuovo territorio promuovendo invece il riuso delle aree dismesse”.

“A questo mira la valutazione preventiva delle amministrazioni locali, che hanno il dovere di garantire, oltre alla libertà economica, anche la tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale, del lavoro e della socialità, vincoli per altro contenuti anche nella normativa statale. Non vengono invece posti vincoli numerici o di distanza tra l’una e l’altra struttura di vendita, né contingentamenti territoriali”.

“Del resto – conclude Marinoni - regole di questo genere valgono sia per industria e artigianato, sia per gli insediamenti residenziali. Sarebbe assurdo che la deregulation lasciasse il commercio in un vuoto legislativo senza alcun tipo di pianificazione. Adesso andiamo infine incontro, invece, a una pianificazione urbanistica innovativa, che supera i meri confini amministrativi e quindi gli interessi di campanile, e che affronta la compatibilità delle diverse istanze economiche e sociali in un contesto più esteso”.

Fonte: Ufficio Stampa Confcommercio Toscana

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