Il partito democratico ancora una volta ha mostrato il suo vero volto profondamente antidemocratico. La vicenda del polo dei disabili è l'ennesimo esempio di un atteggiamento che per apparire decisionista azzera completamente la discussione su temi decisivi per la comunità. Vendere due importanti ville di proprietà del Comune (peraltro ad un prezzo che a molti sembra fortemente svalutato) per costruire un grande centro per disabili da quasi 4 milioni di euro ci sembra una questione non da poco. Così come lo è la vicenda dello stadio, finita sui giornali per qualche giorno e poi rientrata nelle stanze della politica senza che una vera discussione sia stata fatta.
E invece si decide di votare una delibera in consiglio durante una vera e propria maratona terminata a notte fonda. Dove sta la condivisione, la partecipazione delle persone, il coinvolgimento della collettività sui temi importanti? Pare quasi che il partito democratico, creato a immagine e somiglianza di Matteo Renzi, scambi la delega a governare con una licenza a fare senza ascoltare.
E così a chi sta fuori dalla stanza dei bottoni rimangono due alternative: diventare uno yes-man (maggioranza o minoranza interna che sia, quando si tratta di votare) oppure opporsi accettando di essere tacciati di irresponsabilità e di essere “quelli che hanno paura di perdere il proprio orticello e antepongono la difesa del medesimo all'interesse pubblico”, come ha sottolineato il sindaco Barnini.
Non ci piace un polo dei disabili così grande, non ci piace che prima ancora di votare la delibera già si sappia chi compra e chi costruisce, non ci piace che l'unico percorso di condivisione offerto alle famiglie e alle associazioni sia stato “prendere o lasciare un pacchetto già pronto”. Ma soprattutto non ci piace l'atteggiamento della giunta che presenta il conto senza aver consultato la comunità.
Prc Empolese Valdelsa
