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Villa di Cerbaiola, Terreni interviene all'indomani del consiglio: "Che si faccia al più presto la nuova struttura"

Rolando Terreni (foto gonews.it)

"Il dado è tratto. Sono stato 'velatamente' chiamato in causa in un sermone politico in cui si deprezzava il mio dissenso al progetto dell’alienazione della Villa di Cerbaiola a Empoli, e non mi hanno fatto parlare (anche se non ne avevo voglia) quindi ho diritto di replica.

Il mio dissenso è stato difeso dall’opposizione e direttamente da un egregio rappresentante dei cittadini, collocato sempre all’opposizione, e li ringrazio entrambi.

Ho finalmente appreso i dettagli economici nella 'lacerante' discussione fatta nel consiglio comunale del 10 11 2015, vista in streaming, Se prima avevo delle perplessità, già espresse, queste si sono aumentate a dismisura, circa la realizzazione del progetto, che da tutti i consiglieri è stimata, se tutto va bene in 4/5 anni.

Allora deduco che per 4/5 anni – se non rimuovono le lacune riscontrate a Villa Cerbaiola da tutti gli addetti ai lavori - le mie due figlie dovranno farsene una ragione.

È sconcertante apprendere, sempre dal dibattito consiliare, che il progetto della costruzione della nuova struttura risale a 15 anni fa. Complimenti alle amministrazioni che si sono succedute. Rilevo: come si fa ad affermare che si ha a cuore gli interessi dei disabili succedendo queste cose?

Mi auguro che tale struttura sia realizzata al più presto, almeno le mie figlie disabili passeranno i loro giorni in ambiente più’ adeguato al loro stato. In parole chiare e limpide 'stanno bene anche a Cerbaiola', che ha dato loro tanto e io come tante famiglie le vogliamo bene. Non ci sentiamo padroni come 'qualche' politicuccio' ha affermato nel suo sermone, ma ci adoperiamo per il bene della comunità di Cerbaiola e ne tuteleremo i loro diritti sempre e costantemente. A dimostrazione del bene che le vogliamo, assieme ad altri genitori, le nabbiamo donato un laboratorio multimediale con gli introiti degli spettacoli di beneficenza e ringrazio pubblicamente coloro che vi hanno partecipato. La cittadinanza tutta vuole bene a questi ragazzi, magari li vorrebbero vedere tra di loro, camminare per le strade della città ed è compito di tutti far si che ciò avvenga.

Mi auguro che per la costruzione della nuova struttura non occorrano anni e anni, e non sia più chiamata cittadella della disabilità, né con qualsiasi altro aggettivo che ritengo inadeguato (anche l’ospedale di Empoli viene chiamato cittadella…); ma se questo luogo è a loro riservato è segno che altre soluzioni non si siano potute adottare, tenuto conto della risultanze della politica che ha raggiunto livelli inqualificabili.

Grazie e un buon lavoro a tutti".

Rolando Terreni, Associazione disabili in nome dei diritti - Empoli

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