“La Toscana di oggi è profondamente grata ad una delle menti più autorevoli e brillanti del nostro Risorgimento, che partendo dalla nostra regione diede vita all’unità d’Italia. Se dobbiamo indicare i nostri padri fondatori, un posto di rilievo lo occupa proprio Bettino Ricasoli”.
Al suono della fanfara dei carabinieri, con le note dell’Inno nazionale e dell’Inno a Giuseppe Garibaldi, il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, ha scoperto una lapide sulla facciata di Palazzo Ricasoli, la residenza cittadina in via Ricasoli, all’angolo con via Biffi, che il “barone di ferro” alternava con il castello di Brolio.
“Non è una lapide come tante altre. Fu Bettino Ricasoli, leader del governo provvisorio della Toscana, a guidare la delicatissima fase di passaggio dal granducato all’Unità d‘Italia - ha ricordato il presidente – Ricasoli aveva le idee talmente chiare che, senza esitazione, fondò il suo giornale ‘La Nazione’ e lo fece uscire, ancora senza autorizzazione prefettizia, il 14 luglio 1859. L’Italia doveva essere, appunto, una nazione, non una confederazione. Ed il successivo plebiscito mostrò che il 94 per cento dei toscani la pensava come lui”.
Alla cerimonia hanno partecipato i pronipoti dello statista, Francesco Ricasoli e Niccolò Rosselli Del Turco.
La cerimonia è proseguita in Palazzo Panciatichi, in Sala Gonfalone, dove è stato presentato il Volume XXI – Tomo III 1° luglio 1865 - 19 giugno 1866 dei carteggi di Ricasoli (Edizioni dell’Istituto Storico Italiano per l’età moderna), curati da Barbara Taverni. Sono stati gli storici Bruno Rogari, presidente della Società toscana per il Risorgimento, e Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, a sottolineare l’importanza della pubblicazione, che conclude un lavoro iniziato prima della seconda guerra mondiale, a testimonianza della vastità dell’opera. Il tomo copre un periodo particolarmente interessante, che coincide con Firenze capitale. Anni cruciali, nei quali un ruolo particolarissimo è stato svolto dalla satira. Non poteva quindi mancare una mostra specifica, ‘La Provvisoria’, dedicata appunto a Firenze capitale raccontata dalla satira. (dp) – segue -
Fonte: Toscana Consiglio Regionale