Un confronto istituzionale costruttivo improntato alla condivisione, da cui far scaturire soluzioni praticabili alle criticità registrate dal sistema sanitario regionale, ma soprattutto la nuova organizzazione che la sanità toscana si appresta ad avere, nel percorso di riforma che si avvia a conclusione.
Queste le premesse con le quali la Terza commissione regionale 'Sanità e politiche sociali' ha fatto visita stamani all’ospedale di Cisanello per un incontro con gli operatori, dal quale sono scaturiti suggerimenti e proposte di cui l’organismo, che dovrà occuparsi dell’assetto normativo di questa trasformazione, terrà conto così come farà per i contributi raccolti in ogni azienda sanitaria toscana visitata.
Erano presenti il presidente Stefano Scaramelli, il vicepresidente segretario Paolo Bambagioni e i componenti Nicola Ciolini, Serena Spinelli ed Enrico Sostegni insieme ai consiglieri regionali Irene Galletti, Alessandra Nardini, Antonio Mazzeo e Andrea Pieroni.
L’Aoup è stata la prima delle quattro aziende ospedaliero-universitarie a ricevere la visita dei commissari, ed è stata accolta dalla direzione aziendale con una breve presentazione delle attività dell’ospedale, in cui è stata illustrata la missione dell’ospedale nell’alta specialità, con gli investimenti in alta tecnologia effettuati e i risultati più che ragguardevoli che ci posizionano ai primi posti in Italia, in particolare nei percorsi oncologici per tutte le patologie.
I commissari hanno poi potuto visitare il Dea-Dipartimento di emergenza-accettazione e la piazzola dell’elisoccorso, che ne ha decretato definitivamente il ruolo di Hub per tutta l’area critica in area vasta nord-ovest.
E proprio le problematiche dell’area critica (intendendo per essa l’intensità di cura) sono state fra i temi sollevati, per il rischio di inappropriatezza nell’occupazione di posti letto intensivi da pazienti, specie anziani, affetti da pluripatologie, che non trovano risposte sul territorio in strutture di cura intermedie fra le terapie intensive e le medicine. Problema che si ripercuote anche nella rete regionale dei trapianti.
Altro tema sollevato, il rischio di inappropriatezza (quindi alti costi a fronte di un guadagno contenuto) nella prevenzione a tappeto dell’epatite anche nella popolazione asintomatica a rischio di cirrosi.
Dai professionisti è giunto poi il monito a rafforzare, a livello regionale, il concetto di Hub per la radiologia interventistica; a considerare maggiormente il benessere lavorativo aziendale, a favorire una maggiore integrazione con la medicina territoriale, con la partenza definitiva delle aggregazioni funzionali territoriali, a implementare il trasporto neonatale in alcune aree toscane depresse, a rivedere i rapporti fra Regione e Università e a ipotizzare la fusione delle ex Asl in due grandi Aziende, anziché una sola.
Fonte: Aoup - Ufficio Stampa
