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Migranti, i Cobas dicono no a farli lavorare gratis: "I Comuni preferiscono passare dallo sfruttamento"

“Lavoro gratuito che i migranti richiedenti asilo sono invitati a svolgere in cambio dell'ospitalità” al centro di un comunicato stampa dei Cobas Empoli Valdelsa diffuso oggi, giovedì 5 novembre, in cui si punta il dito contro la Delibera n. 678 del maggio 2015 della Regione Toscana.

“L'ospitalità non è un favore da contraccambiare, ma un diritto sancito dall'art. 10 della Costituzione italiana. Inoltre, sempre secondo la Costituzione, il lavoro si paga, senza eccezioni (art.36)”, precisano i Cobas.

Al centro ci sono le notizie recenti di Castelfiorentino dove, si cita dalla nota, “stando a quanto riportato dai giornali è stato firmato il Patto di reciprocità dove i profughi vengono impiegati in lavori socialmente utili: manutenzione del verde pubblico, verniciatura e imbiancatura, spazzamento strade e piazze, ripristino segnaletica stradale, azioni di decoro in generale. Questi lavori venivano svolti da personale dipendente; poi hanno iniziato ad essere appaltati a cooperative. Ora non si appalta neppure più, si fanno lavorare gratis i soggetti deboli. I Comuni, invece di ribellarsi alle varie leggi di stabilità, fatte dai Governi del loro partito, invece di premere sulle assunzioni dei disoccupati, preferiscono passare dallo sfruttamento delle categorie svantaggiate”.

“L'integrazione non passa dallo sfruttamento del lavoro non pagato, - prosegue ancora il testo dei Cobas Empolese Valdelsa - ma da altre iniziative: snellimento delle procedure burocratiche, incontri con le scuole e la cittadinanza, regolari corsi di lingua italiana, ascolto dei bisogni, accoglienza in strutture centrali e non disperse nelle varie campagne. La legge regionale prevede ovviamente un passaggio di soldi e vigileremo che vengano impiegati correttamente: servono per la formazione professionale dei profughi e per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale. Inoltre il migrante deve fornire adesione libera ad una associazione di volontariato”.

“Vigileremo che i profughi siano a conoscenza dei loro diritti”, si legge ancora nel testo diramato alla stampa.

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