Prima acquisita dai “salvifici” investimenti stranieri, poi, dopo pochi anni, chiusa: stavolta tocca all’Allegri di Vinci.
I “curatori fallimentari” di turno sono i Coreani di Polaris, controllata del gruppo LG. E i dipendenti e le loro famiglie sono, come sempre, le prime vittime.
Noi della Lega Nord - che già nel 2013 con Marco Cordone si era occupata di questa realtà industriale importante per l’area tra Empoli e Montecatini, per cui si parlava già allora di cassa integrazione e mobilità - lanciamo per l’ennesima volta questo allarme, che ancora la sinistra di governo ignora: se non è conveniente per i capitali nostrani investire sulla nostra economia, perché dovrebbe esserlo per i capitali stranieri? L’ovvia conclusione di aziende italiane in difficoltà acquisite da multinazionali straniere, che hanno l’esclusivo obiettivo dell’efficienza e certo non di salvare piccole produzioni in difficoltà, non può che essere la loro chiusura.
In questo quadro, è quantomeno singolare che i dirigenti del PD nazionale e toscano continuino a benedire e a favorire l’ingresso di capitali e proprietà esteri nel nostro Paese. E Renzi, che ha pesantissime responsabilità in quanto tra i principali fautori degli interessi stranieri in Italia, anziché adoperarsi per fermare questa infinita catena di disastri, festeggia - probabilmente in mala fede - una ripresa che vede solo lui.
Ci rivolgiamo disperatamente a coloro che nel PD hanno responsabilità di governo locale in Toscana e in tutta Italia: se avete ancora un minimo a cuore il lavoro, le famiglie e la sopravvivenza stessa dei nostri territori, ribellatevi a questa assurda linea della svendita del nostro patrimonio industriale agli stranieri, che si portano via il know-how e la tecnologia e mandano sulla strada i dipendenti; prendete atto che il nostro sistema industriale, fatto di piccole e medie imprese, non è conciliabile con l’attuale sistema della moneta unica tarata sull’economia tedesca, che mette fuori mercato qualsiasi nostro prodotto. Quante altre nostre imprese dovranno fare questa fine prima che ci decidiamo a cambiare rotta? Per quanto tempo ancora si sceglierà di far morire il Paese piuttosto che riconoscere e porre rimedio al fallimento dell’Euro?”
Fonte: Lega Nord - Ufficio Stampa
